La "second-life" di Rutelli, pellegrino sulla Via Francigena

20 agosto 2014 ore 17:12, intelligo

Francesco Rutelli, dopo l’uscita dal Parlamento dopo 30 anni di attività politica, ha avviato un progetto e sta coltivando una suggestione di cui si è innamorato fin dai tempi in cui era ministro dei Beni Culturali: la riqualificazione della Via Francigena, uno dei grandi simboli della storia e dell’identità del Vecchio Continente, citata anche nelle bozze della Costituzione europea.

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Rutelli - che oggi coordina presso il Pontificio Consiglio della Cultura, il progetto per migliorare la fruibilità delle vie di accesso a Roma – sottolinea un paradosso dell’antico itinerario della fede: dei 930 chilometri che vanno dal Gran San Bernardo alla Capitale, quelli messi peggio sono proprio quelli che riguardano l’accesso dal Nord di Roma.

In tutto sono, invece, 1.800 i chilometri che separano Roma da Canterbury (900 dei quali in Italia) e che, per primo Sigerico, arcivescovo di Canterbury, di ritorno da Roma dove era stato in visita a Papa Giovanni XV, percorse in 79 tappe nel 900.

Proprio a questo viaggio vengono fatte risalire le origini della Via Francigena (o Via Romea), divenuta la strada dei pellegrini che nel Medioevo volevano recarsi in visita alla tomba di Pietro a Roma e, magari, proseguire per la Terra Santa dal porto di Brindisi.

“L’obiettivo è permettere a chi percorre questa antica via di fede e storia alla volta di San Pietro, di farlo, in larga misura, all’interno di meravigliose aree verdi. Si tratta di un progetto che potrebbe avere ricadute turistiche importanti per l’Italia tutta”.

E sulla suggestione della Via Francigena sarebbero anche in cantiere alcune idee per tramutare questo itinerario in un programma televisivo.

autore / intelligo
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