I Misseri tutti condannati. Ergastolo al familismo amorale

20 aprile 2013 ore 16:38, Marta Moriconi
I Misseri tutti condannati. Ergastolo al familismo amorale
Mamma e figlia unite anche nella pena. La corte ha condannato, in primo grado, Sabrina Misseri e la madre Cosima Serrano all'ergastolo. Per zio Michele otto anni di reclusione per concorso nella soppressione del cadavere della nipote. Ma un’altra misura restrittiva grava sulle due.  La Corte di Assise di Taranto ha disposto anche l'isolamento diurno di 6 mesi in carcere per entrambe. E con un applauso,  partito dal pubblico alla lettura della pena dell'ergastolo,  finisce la libertà di Sabrina e Cosima. Una famiglia distrutta. Ed è proprio la famiglia che sta subendo trasformazioni “antropologiche” , i cui frutti oggi, vengono gestiti nelle aule di tribunale. L'adolescente oggi viene riparato dal mondo esterno attraverso un isolamento-protezionistico-familiare fatto di totale comprensione, di tutela dei diritti, di assenza di doveri. Un’appagante protezione che non è la realtà. Si chiama familismo amorale (la deresponsabilizzazione individuale e l'impunità dei propri membri rispetto alle regole dettato dalla legge) ed è un concetto sociologico introdotto da Edward C. Banfield nel suo libro The Moral Basis of a Backward Society del 1958. Le tesi di Banfield sono state e sono oggetto di controversia, ma oggi più che mai vanno riprese in considerazione. Sarah probabilmente ha avuto la disgrazia di aver provocato un corto circuito in una famiglia che viveva delle proprie follie. Follie che tra l’altro, pare, escludessero il ruolo di Michele, padre lavoratore snobbato e messo a margine. Fatto sta che il familismo può essere dannoso quanto l'assenza di un nucleo familiare vero e autentico. Genitori, ma anche scuola, istituzioni, enti religiosi, sportivi devono rompere questo legame surreale tra genitori e figli, che rischia di provocare delitti fisici, oltre che altri non facilmente misurabili. In Italia questo problema sorge proprio perché l'istituzione familiare, la prima forma di comunità con cui si viene a contatto, è entrata in crisi. O è troppo unita o si rompe al primo scricchiolio.
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