Immigrazione, Valastro (Cri): “No alla propaganda. E' un flusso epocale, incontrollato e incontrollabile”

20 aprile 2015, Marco Guerra
È bastato il primo scampolo di primavera, con sole e mare calmo, per riaccendere l’emergenza sbarchi sulle coste italiane. Migliaia i migranti giunti in Sicilia dallo scorso fine settimana mentre il Viminale ha chiesto ai prefetti di individuare subito altri 6500 posti letto. A tutto questo si aggiunge la notizia della Guardia Costiera attaccata dagli
Immigrazione, Valastro (Cri): “No alla propaganda. E' un flusso epocale, incontrollato e incontrollabile”
scafisti libici e l’appello del leader della Lega Salvini ai sindaci di tutta Italia a non fornire nuove strutture per ospitare i migranti. Ma per capire quello che sta avvenendo nel Canale di Sicilia, IntelligoNews ha sentito Rosario Valastro, presidente della Croce Rossa siciliana.  

Spari contro guardia costiera, migranti morti dati in pasto agli squali durante l’attraversata. Il Canale di Sicilia è diventato il far west del Mediterraneo. Si è fatto un’idea di quello che sta avvenendo?

“Guardi, la vicenda degli spari l’ho appena appresa ma non ho notizie da fonti nostre. Per quanto riguarda le persone buttate in mare è una vicenda che fa parte di una situazione che vede il nostro mare come una tomba. In effetti non sappiamo quante persone arrivano vive sulle nostre coste; o meglio, sappiamo quantificare solo quelle che arrivano vive ma non tutte quelle disperse nel Canale di Sicilia. Questa è la verità; d’altra parte abbiamo sbarchi in maniera continua di notte e di giorno. È un flusso incontrollato e incontrollabile”.

Avete raccolto testimonianze dai migranti che soccorrete?

“Ma non c’è bisogno di tanti racconti per sapere che se le persone disperate partono con bagnarole non tutte arrivano sull’altra sponda del Mediterraneo. E poi i volontari presso i nostri porti ascoltano le esperienze di queste persone ma non ne fanno pubblicità con nessuno. Ascoltare è nella nostra missione anche aiutare i vulnerabili, però è anche nelle disposizioni del nostro servizio l’assoluto rispetto della privacy delle persone che soccorriamo. Mi limito quindi a dire che quello che leggo sulla stampa in questi giorni non mi stupisce più di tanto poiché è il frutto di una situazione completamente fuori controllo in Libia”. 

Tutta colpa della Libia? 

“Di sicuro la mancanza di un governo unitario e di una forza di polizia che controlli il territorio e la presenza di gruppi armati di varie estrazioni sono elementi che non aiutano ad avere dei flussi migratori controllati”. 

Con il ritorno della bella stagione si avverte l’aumento degli arrivi?

“Anche durante la Pasqua siamo stati nei porti a fare accoglienza, ma da sabato scorso  a questa mattina, ovvero in circa tre giorni e mezzo, abbiamo avuto almeno 10 sbarchi documentati”

Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno si registrano ancora più arrivi. Cosa è cambiato nel passaggio tra Mare Nostrum e Triton? 

“Rispetto al 2014 c’è stato un aumento vistoso fin dall’inizio dell’anno, però io non ho gli strumenti  per capire se questo è dovuto al cambio  di operazione. Di sicuro con Mare Nostrum c’era un maggiore coinvolgimento della Marina Militare che pattugliava anche le acque internazionali. Con Triton la guardia costiera interviene nel momento in cui arriva l’allerta che spesso lanciano gli stessi migranti dal barcone. Per il codice di navigazione internazionale si è infatti obbligati ad intervenire in caso di richiesta di aiuto da parte di un’imbarcazione in difficoltà”. 

Il sistema di accoglienza sarebbe al collasso e Alfano ha chiesto di individuare altri 6500 posti in tutta Italia. Su questo fronte percepite l’emergenza? 

"Premesso che la Croce Rossa non gestisce  i centri di accoglienza, si tratta di un servizio delegato dal Ministero dell’Interno  e dalle amministrazioni locali alle cooperative accreditate. Posso dirle che non mi stupisce l’appello del ministro Alfano, perché con questa mole di arrivi immagino in quale condizioni si trovino le strutture di accoglienza. Che stiano al collasso è confermato dal fatto che i prefetti sono stati sollecitati ad individuare strutture sui loro territori anche attraverso ordinanze per l’occupazione d’urgenza e la requisizione”. 

Com’è la situazione in Sicilia? La Regione continua ad essere quella con il maggior numero di richiedenti asilo…

“La nostra Regione - con le sue forze di sicurezza,  con le prefetture, gli enti locali e l’associazionismo  - credo che abbia dato tantissimo e non si può chiedere di più di quello che è stato fatto finora. E' il massimo sforzo umano possibile! Deve esserci un maggior impegno sia a livello nazionale sia a livello europeo”.

I sindaci dei comuni dove si vota non sono però intenzionati a fornire altre strutture e Salvini si è rivolto proprio ai primi cittadini di tutto il Paese affinché non accolgano i migranti e ha detto che la Lega è pronta ad occupare gli alberghi… 

“Io non sono tenuto a fare commenti politici, dico solo che il problema dei flussi migratori non può essere affrontato in campagna elettorale perché viene strumentalizzato, per un verso o per l’altro, da tutte le parti politiche. Siamo di fronte a un fenomeno che potrebbe durare per altri decenni e che è condizionato dal contesto geo-politico ed economico internazionale, non possiamo pensare di poterlo risolvere nel giro di pochi mesi con i soli strumenti a disposizione del nostro Paese”. 

Ad ogni modo lei non sarebbe stupito nel vedere strutture di privati requisite per ospitare dei migranti? 

“Anzitutto io dico che non si può pensare di avere strutture a disposizione a prescindere dal numero degli arrivi. E uno dei poteri che la legge conferisce all’amministrazione è la requisizione di spazi per le emergenze. Io non dico che sono favorevole o contrario, il mio, lo sottolineo, non è un giudizio politico, mi limito solo ad osservare che potrebbe accadere, tant’è che il ministro ha allertato i prefetti indicando la requisizione di strutture come possibile soluzione in caso di emergenza”. 

E in vista dell’estate la situazione può solo peggiorare. Vero? 

“Che dopo aprile viene maggio non è una novità…è da anni che con l’arrivo della bella stagione aumentano a dismisura gli arrivi dei migranti. Noi ci stiamo già  allertando per poter agire durante l’estate. Insomma se nel giro 4 giorni di bel tempo abbiamo avuto 10 sbarchi non oso immaginare cosa succerà  tra giugno e settembre”. 

Sul piano sanitario è la Croce Rossa a stare in prima linea. Dobbiamo aspettarci nuove emergenze dopo allarme ebola?

“Dopo un anno molto impegnativo, in cui siamo stati allertati anche per l’ebola, adesso posso dirle con certezza che nel 2014, a fronte di 120mila persone sbarcata in Sicilia, non c’è stato nemmeno un migrante che abbia portato malattie pericolose. Questo non vuol dire che dobbiamo abbassare la guardia. Ma per certi versi siamo più sicuri perché possiamo contare su un’azione coordinata con gli uffici di sanità marittima. La presenza della  Croce Rossa ormai è stanziale nei porti siciliani e l’intervento congiunto con le altre istituzioni sanitarie e le forze di sicurezza sta dando i suoi frutti. Stiamo continuando a formare tutto il personale a contatto con i migranti all’utilizzo della barelle di bio-contenimento. Posso dire che la macchina ormai è rodata e cerchiamo di fare sempre qualcosa di più”. 

Resta però il problema dei migranti che scappano dai centri di accoglienza per raggiungere il Nord Europa…

“Anche questo è un fenomeno noto a tutti, d’altra parte i richiedenti asilo non possono essere trattenuti, quindi in tutta sincerità non credo che le cose cambieranno rispetto allo scorso anno. Di sicuro quelli arrivati ora rimarranno qualche giorno nelle strutture siciliane”.

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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