Addio al rabbino Toaff, il rabbino amico di Wojtyla

20 aprile 2015, Micaela Del Monte
Avrebbe compiuto 100 anni il prossimo 30 aprile Elio Toaff.

La sua è stata senza dubbio la figura più importante dell'ebraismo italiano del Dopoguerra, oltre che una delle sole tre persone citate nel testamento di Giovanni Paolo II.  

Addio al rabbino Toaff, il rabbino amico di Wojtyla

A pochi giorni dall'anniversario della morte di uno dei Papi più amati ci lascia infatti un altro pezzo di storia, due personaggi che hanno segnato la storia del nostro Paese e che erano legati da un rapporto molto particolare "coronato" dal loro abbraccio quel 13 aprile del 1986, quando Papa Wojtyla visitò Toaff presso al Sinagoga di Roma.

Da parte sua Toaff riservò parole di grande stima ed affetto nei confronti di Giovanni Paolo II:

''Nella Pasqua ebraica del 1987 Papa Wojtyla mi scriveva perché mi facessi portavoce presso la mia Comunità dei suoi voti volti a proseguire insieme, ebrei e cristiani, nel cammino della libertà e della fede nella speranza, con la gioia che è nei cuori durante la grande solennità pasquale, 'Ricordiamoci in ogni momento della nostra vita -sottolineava Papa Giovanni Paolo II- che l'uomo è fatto a immagine di Dio'. Il giusto delle nazioni Karol Wojtyla è certamente un uomo destinato da Dio ad assomigliare maggiormente alla sua immagine. Che il ricordo dei giusti sia di benedizione per tutti noi. E' scritto nel Talmud: 'Ogni generazione conosce l'avvicendarsi di 36 uomini giusti, dalla cui condotta dipendono i destini dell'uomo. Sono questi i giusti delle nazioni, che portano in se' piu' degli altri la 'shekhinah', la presenza di Dio' -spiegava Toaff- Sono i giusti che ci indicano la via del bene, avendo dedicato la loro vita al servizio del prossimo e alla gloria dell'Eterno. Nell'ebraismo, come e' noto, non ci sono santi, ma soltanto giusti, e la canonizzazione di un santo e' un fatto interno della Chiesa cristiana. Ma noi ebrei in questo momento vogliamo sottolineare che niente si attaglia meglio alla figura di Giovanni Paolo II della qualifica di giusto. Per gli ebrei le visite simboliche di Papa Wojtyla alla Sinagoga di Roma -ricordava il rabbino Capo Emerito- al campo di sterminio di Auschwitz e al Muro Occidentale del Tempio a Gerusalemme hanno segnato come pietre miliari il percorso che egli con coraggio e fermezza ha inteso compiere come atto di sincero affetto e comprensione nei confronti del popolo di Israele e di riparazione per le sofferenze e i torti inflittigli nel corso della storia e culminati nella tragedia della Shoah''.

Queste le parole del Rabbino Capo Emerito di Roma Elio Toaff in merito alla canonizzazione dell'amico Papa Giovanni Paolo II rilasciate lo scorso anno in un'intervista all'Adnkronos.
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