Strage migranti, Casarini (Sel): “Diritto d'asilo sempre e comunque. Soluzioni esistono e sono due"

20 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Strage migranti, Casarini (Sel): “Diritto d'asilo sempre e comunque. Soluzioni esistono e sono due'
“Contingente militare Ue sulle coste libiche? Pura demagogia, così l’Europa cancella il diritto di asilo”. Luca Casarini, esponente di Sel, affronta la strage dei migranti sul piano pragmatico e nella conversazione con Intelligonews propone tre azioni da “fare subito, altrimenti domani e dopodomani ci saranno altri cadaveri nel Mediterraneo. 

Emergenza immigrazione: qual è la soluzione che propone Sel?

«Primo: Immediato ripristino di Mare Nostrum perché c’è da fronteggiare il tema del salvataggio di vite umane e Mare Nostrum è una missione condotta dalla nostra Marina Militare che ha le caratteristiche per poter salvare le persone. Secondo: apertura immediata di canali umanitari legali e protetti per garantire il diritto di asilo a chi fugge da guerre e devastazione. Terzo: lotta ai trafficanti di uomini che esistono e prosperano perché non si sono condizioni legali e protette per migliaia di persone che fuggono dalla guerra per raggiungere l’Europa»

Tra le opzioni sul tavolo della comunità internazionale c’è anche quella di un contingente militare autorizzato dall’Europa e dall’Onu per controllare le coste libiche e impedire ai barconi e agli scafisti di partire. Favorevole o contrario?

«Sono contrario perché chiedo: che fine fanno le persone che dovrebbero partire nei barconi? Come già accade, vogliamo continuare ad ammassare migliaia e migliaia di donne, uomini  e bambini in giganteschi campi profughi lasciandoli nelle mani dei dittatori e dei signori della guerra? Decidiamo che l’Europa abdica al diritto di asilo? Decidiamo che bisogna creare giganteschi campi profughi nelle mani di chi gestisce il traffico di essere umani? Questa è ipocrisia pura. Ricordo che i barconi partono non solo dalla Libia ma dalle coste di tutti i Paesi del Nord Africa. Non solo: ci sono anche migliaia di morti nei viaggi della speranza attraverso il deserto: facciamo finta che non esistono? A noi basta lavarci la coscienza perché in fondo non muoiono nel Mediterraneo ma li facciamo morire da un’altra parte? E’ pura ipocrisia ed è un atteggiamento molto grave perché significa che l’Europa cancella il diritto di asilo, ovvero uno dei fondamenti del suo essere democrazia oltrechè un pilastro dell’umanità; perché qui ci sono molti sciacalli e ipocriti che imperversano come abbiamo visto in questi giorni nel dibattito pubblico».

L’ipotesi del blocco navale la convince?

«Se viene ripristinato Mare Nostrum, di fatto è un blocco navale. Ma il tema è: Mare Nostrum ha nello statuto il salvataggio di vite umane, mentre Triton ha solo la difesa dei confini territoriali ed è per questo motivo che non può salvare i migranti e delega ai mercantili di passaggio quello che invece dovrebbero fare truppe scelte, come ad esempio la nostra Marina Militare. Non a caso, l’ammiraglio De Giorgi ha dichiarato che la Marina ha salvato 130mila persone perché aveva come mission il soccorso e il salvataggio in mare. Il punto fondamentale è che noi dobbiamo organizzare subito condizioni e azioni per le quali domani o dopodomani non ci sarà un’altra strage; accanto a questo serve l’apertura di canali umanitari legati e protetti: questo oltretutto è un modo concreto ed efficace per debellare il fenomeno degli scafisti»

Il filosofo Fusaro, intervistato da Intelligonews, ha dichiarato che il fenomeno dell’immigrazione è stato ammantano di buonismo e letto in chiave positiva mentre secondo lui ha in sè una matrice negativa perché le persone sono costrette a lasciare i loro Paesi. Qual è la sua valutazione?

«Nel mondo in cui viviamo c’è un miliardo di poveri come ha ricordato il governatore di Bankitalia Visco. Mi sembra un’argomentazione banale: è ovvio che uno preferisce restare a casa sua e vivere coi suoi figli anziché far loro rischiare la vita nei barconi o ritrovarsi nelle mani dei dittatori: la mobilità degli esseri umani è determinata non dalla curiosità o dalle voglia – legittima – delle persone di conoscere il mondo bensì dalla povertà: un miliardo di esseri umani sono estremamente poveri e privati del diritto elementare alla vita. E perché sono povere? Per colpa nostra, perché l’altra parte del mondo è ricchissima. Quindi noi dovremmo porci il problema che oggi ci torna indietro il problema che noi stessi abbiamo provocato. Quando parliamo delle stragi di questi giorni, non parliamo di immigrati di tipo economico, cioè che cercano lavoro, ma stiamo parlando di profughi di guerra che scappano da morte certa, torture, devastazione per cui il tema del diritto di asilo non è da confondere con il diritto alla mobilità. Se cancelliamo il diritto di asilo per le persone che scappano dalla guerra, è finita»

Fusaro sottolinea anche un cambio antropologico del fenomeno immigrazione che non riguarda solo i profughi in fuga dalla guerra ma anche i giovani italiani costretti ad emigrare all’estero. Condivide?

«Certo. Ma provate a immaginarvi se i nostri giovani che emigrano in Inghilterra ci mettessero sei mesi per arrivare a destinazione rischiano di morire. Sta qui la differenza: per il Nord del mondo si può viaggiare tranquillamente; per il Sud del mondo significa rischiare la vita e morire».

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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