Italicum, Toninelli (5S) spiega: "Con i dissidenti Pd, perché è grave l'espulsione ma diversa dalle nostre"

20 aprile 2015, Lucia Bigozzi
Italicum, Toninelli (5S) spiega: 'Con i dissidenti Pd, perché è grave l'espulsione ma diversa dalle nostre'
“Pronti a lasciare la Commissione se il Pd sostituirà i parlamentari dissidenti con quelli allineati: si tratta di un atto gravissimo senza precedenti”. Danilo Toninelli parlamentare a 5Stelle va dritto sull’iniziativa che “vuole denunciare il fatto che siamo arrivati all’espulsione se uno non la pensa come Renzi”. Nella conversazione con Intelligonews affronta il tema della strage dei migranti nel Mediterraneo e rilancia le proposte del Movimento “che impegnano il governo perché approvate all’unanimità dal Parlamento”. 

Avete deciso di abbandonare la Commissione Affari Costituzionali se il Pd sostituirà i dieci parlamentari dissidenti? Perché? Cosa sta succedendo?

«Semplicemente questo: noi abbiamo presentato pochissimi emendamenti, venti in tutto, a testimonianza della nostra serietà nel cercare di migliorare una riforma che contestiamo nel suo complesso. Avremmo potuto fare ben altro, ma siamo consapevoli della situazione. Le nostre richieste di miglioramento sono chiare e limpide: preferenze, quorum al ballottaggio, maggioranza degli aventi diritti al voto, altrimenti non è valido, e il pacchetto “elezioni pulite” con una serie di norme che allontanano la possibilità della manipolazione mafiosa del voto. Siamo pronti a lasciare la Commissione, non l'Aula, se i deputati Pd verranno sostituiti perché a quel punto diventerebbe una farsa. E la conseguenza diretta è che sostituiscono dieci parlamentari perché non si allineano al pensiero unico renziano con altrettanti deputati della maggioranza che non lavorerebbero con l’onestà intellettuale di migliorare il testo ma col solo scopo di alzare la mano al momento del voto. Il nostro gesto, qualora si verificassero le sostituzioni, vuole essere una denuncia all’opinione pubblica di un atto di forza calato dall’alto che si sta cercando di fare all’interno del partito, il Pd, che pensa si rappresentare tutti gli italiani e invece ne rappresenta una ristretta minoranza». 

Prevede un’altra notte dei lunghi coltelli in casa Pd? D’Attore ha dichiarato di opporsi alla sostituzione.

«Qua non si parla di ritiro dalla Commissione o di sospensione su richiesta, qua si parla di espulsione. C’è il tentativo di parte della dirigenza del Pd di commettere un atto che non ha precedenti nella storia perché si arriva ad espellere parlamentari per il solo fatto che non rispondono al comando»

Scusi ma in tema di espulsioni è la stessa accusa che rivolgono al M5S. Cosa risponde?

«C’è una differenza enorme: quelli allontanati dal Movimento è stato perchè non rispettavano le regole sulle indennità parlamentari; qui si parla di espulsioni perché si hanno idee diverse. Nel Movimento non è mai successo e mai succederà che le persone vengano espulse perché hanno opinioni politiche discordanti».  

Parliamo della strage di migranti nel Mediterraneo. Quali soluzioni proponete?

«Anzitutto le soluzioni le dovrebbe proporre e trovare il governo. Noi le nostre le abbiamo e sono nella mozione, a prima firma Manlio Di Stefano, depositata a giugno e recentemente approvata all’unanimità dal Parlamento che prevede due cose: centri di accoglienza istituiti direttamente nei luoghi di provenienza; il che significa un’evoluzione dei cosiddetti corridoi umanitari con agenzie internazionali gestite dall’Ue che accolgono i migranti e lì verificano se hanno diritto o meno al riconoscimento dello status di profugo. Se sì, poi vengono distribuiti per quote nei Paesi europei. Va da sé che occorre rivedere il trattato di Dublino perché è impensabile che il Paese di arrivo si debba sobbarcare anche la permanenza delle persone che sbarcano sulle nostre coste. Insomma, basta barconi e sciacalli che speculano sulla disperazione delle persone. Non solo: stop all’assegnazione diretta alle cooperative della gestione dei centri di accoglienza; da questo punto di vista il caso del centro di Mineo è esemplare. 

L’opzione di un contingente militare sulle coste libiche per arrestare gli scafisti e impedire le partenze dei barconi la convince?

«Significherebbe andare contro la nostra proposta votata all’unanimità in Parlamento e come lei sa, le mozioni impegnano il governo su una direzione»

Casarini (Sel) a Intelligonews ha proposto l’immediato riconoscimento del diritto di asilo e l’apertura di corridoi umanitari protetti per accogliere i migranti. Favorevole o contrario?

«Solo in parte: sì ai corridoi umanitari ma con agenzie di verifica dei requisiti per l’asilo sul territorio di provenienza dei migranti, perché non vi sia un riconoscimento dello status indiscriminato. Un passaggio che deve essere seguito dalla ripartizione per quote nei Paesi europei»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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