Referendum costituzionale: c'è "quorum" delle firme, ma sinistra dem "prima le amministrative"

20 aprile 2016 ore 10:04, Americo Mascarucci
Il referendum costituzionale di ottobre si farà, almeno stando alle firme presentate ieri in Cassazione dai partiti dell’opposizione alle quali oggi si aggiungeranno quelle della maggioranza. 
Perché, seppur per ragioni diverse (le opposizioni puntano all'abrogazione della legge mentre Renzi e company alla conferma della riforma così come approvata dal Parlamento) il referendum lo vogliono tutti. 
Ieri i rappresentanti dei gruppi M5S, FI, Lega e Sinistra Italiana alla Camera hanno depositato le 166 firme raccolte in 24 ore in Cassazione. Erano necessarie 126 firme, ma le opposizioni ne hanno raccolte 40 in più. 
La norma dispone infatti che "si procede ad un referendum confermativo di una legge costituzionale nel caso in cui entro tre mesi dalla pubblicazione della legge stessa, ne facciano richiesta un quinto dei membri di una camera, oppure 500.000 elettori oppure cinque consigli regionali. La votazione ha luogo in una domenica compresa fra il 50° e il 70° giorno successivo all'indizione del referendum stesso". 
E adesso si annuncia battaglia. Il Governo è pronto a mobilitarsi con la costituzione dei comitati per il Sì da contrapporre a quelli per il No già operativi. Oltre infatti ai partiti dell’opposizione è in atto la mobilitazione degli intellettuale ed artisti cosiddetti "di robusta costituzione" che vede fra gli altri l’adesione di eminenti costituzionalisti, giuristi, attori, registi, giornalisti ecc. 
Una battaglia che si annuncia molto complessa soprattutto perché intorno al referendum si giocherà il futuro del Governo Renzi. 

Referendum costituzionale: c'è 'quorum' delle firme, ma sinistra dem 'prima le amministrative'
L’esito appare tutt'altro che scontato vista la forte connotazione politica che si sta dando all'appuntamento referendario. Il tutto con in mezzo le amministrative di giugno che segneranno un test importante per il Governo visto che in gioco ci sono le amministrazioni delle principali città italiane, Roma, Milano, Bologna, Napoli e Torino. 
Il Pd è in difficoltà e un’eventuale sconfitta a Roma o in altri centri potrebbe mettere ancora più a rischio l’esito referendario dove non sarà necessario nemmeno il raggiungimento del quorum. 
Indipendentemente dall'affluenza alle urne vincerà l’opzione che prevarrà fra gli elettori. 
C’è poi il nodo della sinistra dem. Cosa farà? Come voterà? 
"In Parlamento abbiamo votato uniti, ora tocca a Renzi unire il Pd. Ma per quello c’è tempo", sottolinea a Repubblica Roberto Speranza mentre Gianni Cuperlo invita tutti a concentrarsi sulle amministrative. Già, le amministrative! Dopo, tutto potrebbe non essere più come prima.

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