Pensioni a 75 anni, Fusaro a Boeri: "E' il nuovo totalitarismo economico. In altri tempi 20 rivoluzioni francesi"

20 aprile 2016 ore 10:24, Marta Moriconi
La generazione 1980 rischia di andare in pensione a 75 anni? Pare proprio di sì. Il presidente dell’Inps, l’economista Tito Boeri, nel corso del suo intervento al "Graduation Day" all’Università Cattolica, ha parlato di un rischio concreto per chi evidenzia "una discontinuità contributiva, legata probabilmente a episodi di disoccupazione, di circa due anni". Praticamente, la maggioranza dei giovani italiani cresciuti a pane e crisi del Paese. Diego Fusaro, filosofo e docente universitario, 

Cosa pensa Fusaro, classe'83, della pensione a 75 anni? E' il segno dei tempi?
"Non mi stupisce questa idea del pensionamento a 75 anni perché è nello spirito dei tempi la riduzione e poi l'annientamento di tutti i diritti sociali conquistati. Tra l'altro tutte le battaglie ideologiche che fanno oggi contro le baby pensioni servono esattamente a preparare l'opinione pubblica per l'innalzamento di tutti dell'età pensionabile, per la riduzione dei salari, in modo che in qualche misura ci sia l'opinione pubblica pronta ad accogliere i tagli con favore. Dal mio punto di vista il paradosso non è che si andasse in pensione a 35 anni, molto peggio è che si vada in pensione a 75". 

Vuole inviare un messaggio a Boeri? 
"Un messaggio che manderei al presidente dell'Inps, ma anche a tutti quelli che aderiscono in qualche misura a questa visione dell'ordine ideologico neoliberista, è uno: si continuano a fare le critiche ai totalitarismi del '900, è ora che si prenda atto che l'unico totalitarismo oggi esistente nell'epoca post-1989 è quello neoliberista capitalistico del fanatismo economico". 

Si parla in rete di un probabile prelievo forzoso. Renzi ha il problema delle clausole di salvaguardia, si aspetta un nuovo Amato bis? 
"Potrebbe essere benissimo. Sarebbe estremamente grave ma sarebbe il segno di come oggi la violenza economica, nel tempo in cui si dice che il terrorismo è solo quello islamista, è anche essa una forma di terrorismo ai danni dei cittadini e di violenza coatta ingiustificata. In altre epoche sarebbe bastato meno per far scoppiare 10 rivoluzioni francesi o 20 rivoluzioni russe. Oggi invece il popolo, anestetizzato e ridotto a massa lobotomizzata accetta in silenzio e anzi è pronto a condannare tutte le violenze presenti e passate che non siano quelle dell'economia, che esso subisce silenziosamente invece.
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