Padoan dà margini "di flessibilità" su pensioni. Ma troppo ottimismo su busta arancione

20 aprile 2016 ore 12:02, Lucia Bigozzi
Busta arancione, ma quanto mi costi? C’è già chi l’ha ribattezzata la busta “beffa” giocando sulle due “b” dal momento che il contenuto e la proiezione di ciò che accadrà quando scatta la pensione è considerato troppo ottimistico sia rispetto alle casse dell’Inps, sia rispetto alla ripresa economica e con lei, dell’occupazione. L’altra news che agita il dibattito nei palazzi della politica è l’apertura del governo Renzi alla flessibilità in uscita: i sindacati sorridono ma a Palazzo Chigi chiedono di tirare fuori le coperture economiche, altrimenti, saranno solo e sempre annunci. A lanciare l’idea della busta arancione è stato Tito Boeri, presidente Inps, e nei prossimi giorni dovrebbe arrivare a più di 8 milioni di lavoratori (7 del privato e 1,5 del pubblico). Ora, se Boeri bacchetta il governo che non la racconterebbe giusta sul delicato tema pensionistico, dall’altra i critici della busta arancione evidenziano come la simulazione che viene fatta circa la posizione pensionistica singola, si basi sui contributi versati finora ma soprattutto prevede uno scenario in cui la crescita annua del Pil è stimata dell’1,5% e un lavoratore ha una carriera continua. 4

Padoan dà margini 'di flessibilità' su pensioni. Ma troppo ottimismo su busta arancione
Fattori che non sempre collimano, anzi quasi mai di questi tempi: da qui muovono le critiche per il fatto che la stima è ritenuta troppo ottimistica.
Anche perché non è un mistero che il Pil italiana da quasi dieci anni non dà segni di crescita costante e continua; a questo si aggiungono le difficoltà quotidiane di chi, specie un giovane in cerca ma anche un 50enne che il lavoro lo ha perso, è alle prese con uno stato di incertezza ormai permanente. Per chi ha il Pin ed è quindi connesso telematicamente con l’Inps ci sono altre simulazioni che insistono su due scenari considerati anch’essi al “rialzo” rispetto alla realtà odierna. 
Sarà anche per questo che il giuslavorista Giuliano Cazzola, ospite di Giovanni Floris a DiMartedì ha parlato di “supercazzola” mutuando dal film Amici miei e riferendosi alle novità governative sul fronte pensionistico. Ma tengono banco anche le parole del ministro del Tesoro Padoan che fanno intravedere un’apertura da parte di Palazzo Chigi sulla riforma delle pensioni targata 2016. Ma servono 7 miliardi. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]