Lavoro, l'occupazione -33%: febbraio e le assunzioni gelano Renzi (a corto di incentivi)

20 aprile 2016 ore 12:04, Luca Lippi
I dati dell'Inps sul primo bimestre: dalle 3.722 del 2015 alle 1.993 del 2016. Oltre 322 mila i buoni lavoro: un anno fa erano 100 mila in meno, dunque continua la corsa dei vaucher e niente più? Non proprio, ma nei fatti se i vaucher corrono tutto il resto rallenta e non poteva essere altrimenti, e non è neanche colpa del Jobs Act che non funziona, ma solamente della crisi che non allenta la morsa, quindi è ufficialmente "flop Act" peccato per i soldi regalati inutilmente per incentivare il non incentivabile.
Quello che sta accadendo è quello che tutti avevano previsto, finiti gli incentivi per le assunzioni, che avevano stimolato gli imprenditori ad aumentare la richiesta di manodopera, il mercato ha fatto dietrofront. Così dopo il -17% messo a segno a gennaio a febbraio le assunzioni attivate da datori di lavoro privati hanno rallentato ancora e sono scese a 341.000, con un calo di 48.000 unità (-12%) sullo stesso mese del 2015. Nei primi due mesi dell’anno la riduzione è di oltre 138 mila assunzioni (921 mila nel 2015 contro 782 mila di quest’anno).
Nei dodici mesi da marzo 2015 a febbraio 2016, comunque, il saldo annualizzato (vale a dire la differenza tra assunzioni e cessazioni negli ultimi dodici mesi) risulta positivo di 529 mila unità. I dati sono emersi dall’osservatorio Inps sul precariato in cui si evidenzia come il rallentamento delle assunzioni ha coinvolto essenzialmente i contratti a tempo indeterminato scesi, a febbraio, di 46.000 unità (-33% annuo) mentre sul bimestre il calo è di 107 mila unità (-33,5%).

Lavoro, l'occupazione -33%: febbraio e le assunzioni gelano Renzi (a corto di incentivi)

Questo è quanto di registra dall’Inps, e ancora, riguardo i contratti a tempo determinato sempre l’Inps registra 231.000 assunzioni, un dato in linea con quello degli anni precedenti, dopo il 9% di gennaio. In leggera discesa poi, le assunzioni con contratto di apprendistato, quasi 15.000 con un -3% (ma nel primo bimestre il saldo è attivo del 4,5%). In diminuzione anche le cessazioni, scese del 7%: quelle a tempo indeterminato sono sul livello di febbraio 2015 mentre nei primi due mesi il calo è del 3,2%.
Il risultato è, per il bimestre gennaio-febbraio 2016, un saldo mensile tra assunzioni e cessazioni pari a +167.000, inferiore a quello del bimestre corrispondente 2015 (+244.000).
In una nota l’Inps spiega che la differenza è attribuibile in larga parte alle posizioni di lavoro a tempo indeterminato. 
Emerge la forte contrazione delle trasformazioni a tempo indeterminato (-50%) ma sui flussi dei primi due mesi del 2016 pesa “l'effetto anticipo legato al fatto che dicembre 2015 era l'ultimo mese per usufruire dell'esonero contributivo triennale. In quel mese si sono registrati quasi 400.000 rapporti di lavoro instaurati con esonero contributivo, pari a quasi quattro volte la media degli 11 mesi precedenti (107.000)”. 
Quanto al saldo annualizzato le 529 mila unità in più registrate rappresentano un valore inferiore rispetto al valore massimo registrato a dicembre (+605.000).
 Corre il Vaucher, in particolare quello da 10 euro (7,5 euro di retribuzione netta) nato per pagare lavori saltuari come quelli stagionali (con lo scopo di portare a galla quote di lavoro nero) è diventato, ormai da tempo, una nuova frontiera del precariato. 
Numeri che hanno portato il governo ad annunciare, nei giorni scorsi, un decreto correttivo del Jobs Act che avrà lo scopo di tracciare i buoni. Le imprese, promette Poletti, dovranno comunicare in via preventiva il nome e il codice fiscale del lavoratore oltre alla data, alla durata e al luogo in cui si svolgerà la prestazione.
In conclusione, stiamo andando verso la precarizzazione del precariato, quando si diche che è un danno normalizzare cose che non sono normali!
autore / Luca Lippi
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