Pensioni a 75 anni, Casarini (Sel): "Generazione di massacrati, altro che rivoluzione. Renzi è Monti col sorriso"

20 aprile 2016 ore 12:30, Lucia Bigozzi
“Questa generazione di massacrati, altro che rivoluzione dovrebbe fare… Boeri dice che questo è un sistema pensionistico e del lavoro non solo iniquo ma anche devastante, basato sull’idea che, sostanzialmente, le pensioni vanno eliminate: questa è la verità”. “E’ un sistema dettato dalla Troika, applicato dal governo Monti e oggi Renzi lo porta avanti col sorriso ma la linea è la stessa”. Due concetti-chiave del ragionamento di Luca Casarini, esponente nazionale di Sel nell’intervista con Intelligonews sulle novità previdenziali, e non solo… 

Pensioni a 75 anni, Boeri paventa il rischio per la generazione anni ’80: in altri tempi sarebbe da “rivoluzione”?

«Se dovessi dire ciò che auspico e penso, direi che questa generazione di massacrati, altro che rivoluzione dovrebbe fare… perché Boeri dice semplicemente quello che da tanti anni in molti diciamo, ovvero che questo è un sistema pensionistico e del lavoro non solo iniquo ma anche devastante per un corpo sociale. Ed è un sistema basato sull’idea che, sostanzialmente, le pensioni vanno eliminate, questa è la verità. Noi siamo in presenza ormai di un pensiero liberista estremo che si è impadronito delle nostre vite e lo dico a livello europeo ma anche per l’Italia; l’effetto è che, ad esempio, non è più previsto alcuna forma di welfare o come si diceva un tempo, di salario differito». 

Pensioni a 75 anni, Casarini (Sel): 'Generazione di massacrati, altro che rivoluzione. Renzi è Monti col sorriso'
E’ finito anche l’effetto Voucher e le assunzioni a tempo indeterminato vanno giù. Nessuna soluzione per invertire la rotta? 

«La soluzione per l’Italia è l’eliminazione immediata della legge Fornero che è frutto di politiche dettate dalla Bce che stiamo seguendo con Renzi e che ha nel Jobs Act l’altro pilastro. Sostanzialmente, il Jobs Act è l’inondazione di denaro verso le imprese per diminuire il costo del lavoro a partire dalla riduzione dei salati e dalla precarizzazione completa dei lavoratori. Il Jobs Act ha da un lato gli incentivi e quando finiscono gli incentivi finiscono i posti di lavoro, dall’altro ha tipologie quali i Voucher che sono forme di contratto a bassissimo salario e ad altissima precarietà e in alcuni casi si arriva perfino al lavoro gratuito. C’è poi un terzo elemento, ovvero la cancellazione assoluta del contratto nazionale di lavoro e del diritto del lavoro. Questi punti fanno parte di ciò che abbiamo oggi e che deriva dal governo Monti secondo la linea in buona sostanza imposta dalla Troika. Renzi oggi ne è interprete scintillante e col sorriso, ma la linea è la stessa».

Probabile prelievo forzoso: c’è chi comincia a ipotizzarlo, se n’è parlato ieri a DiMartedì, se ne parla moto sulla Rete come di un “Amato-bis” con le clausole di salvaguardia a rischio e dunque con relativo aumento dell’Iva. Che ne pensa? 

«È evidente che questo tipo di sistema necessita di continui prelievi forzosi dalle tasche dei cittadini, sia sotto forma di cancellazione del welfare – pensioni, abbassamento livelli salariali, precarizzazione – sia sotto forma di sfruttamenti dei beni comuni, abbiamo appena finito sui questo un referendum. I prelievi forzosi credo che li maschereranno ma ci saranno, non li chiameranno così perché dal punto di vista elettorale sono ingestibili, anche se sul piano pratico già ci sono. Ad esempio, l’aumento del costo dei servizi pubblici e la diminuzioni dei trasferimenti dal governo centrale alle autonomie locali equivale a prelievi forzosi: è chiaro che quei soli li devono tirare fuori doppiamente dal momento che non hanno accesso ai servizi»

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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