Facebook rinnega sè stesso e alza i muri contro Trump? I dipendenti difendono “i valori” social

20 aprile 2016 ore 15:58, intelligo
di Luciana Palmacci

Una domanda posta dai dipendenti di Facebook al CEO dell’azienda Mark Zuckerberg fa sospettare che il social network per eccellenza possa in qualche modo manipolare le prossime elezioni americane. “Quali responsabilità ha Facebook nell’impedire l’elezione di Trump nel 2017?” è stato il quesito che ha fatto sorgere il dubbio specie se accoppiato alla posizione, altrettanto chiara, assunta dall’amministratore delegato pochi giorni fa nel corso della conferenza per gli sviluppatori San Francisco: "Siamo una comunità globale unica nell'accogliere i rifugiati che tentano di salvarsi da una guerra o gli immigrati in cerca di opportunità" ha detto polemizzando contro l'attuale tendenza di molte nazioni a ripiegarsi su se stesse accusandole di costruire muri e prendere le distanze dalle persone descritte come diverse da noi. 
A marzo di quest’anno, Zuckerberg inoltre ha fatto sapere che sosterrà la riforma dell’immigrazione negli USA con 20 milioni di dollari, evidenziando come una startup su tre in America nasce da pionieri arrivati dall’estero. A dicembre dello scorso anno parlando di Trump, aveva attaccato il candidato repubblicano dopo la proposta di quest’ultimo di impedire l’accesso negli Stati Uniti alle persone di fede islamica.

Facebook rinnega sè stesso e alza i muri contro Trump? I dipendenti difendono “i valori” social
Il “costruire muri” di Zuckerberg è un ovvio riferimento a Trump che ha più volte detto che vorrebbe alzare muri al confine con il Messico, ma secondo la maggior parte degli osservatori sembra difficile possa trasformarsi in una sorta di boicottaggio digitale. L’azienda non potrebbe permetterselo perché la “porterebbero al suicidio afferma Luca Alagna, esperto di digital marketing e comunicazione online, che continua: "Facebook non può farlo per centinaia di ragioni, legali ed economiche, il suo unico obiettivo è aggregare persone sulla base del valore fondamentale, quello della fiducia, che per le aziende hi-tech è ormai più importante del prodotto o del servizio stesso". Inoltre quando è stata chiesta conferma ai dipendenti interni all’azienda riguardo la domanda, quest’ultimi hanno smentito i dubbi emersi dicendo che il social osserverà uno stile di comportamento neutrale in quanto azienda e mezzo mediatico.

Eppure il peso per così dire "politico" di Facebook si è già fatto sentire nel 2008 quando la piattaforma propose di condividere sulla propria bacheca il bottone "I voted!", "Ho votato", in occasione delle presidenziali, e come quando diede la possibilità di confermare di essere al sicuro nei casi del Safety Check. 
Potrebbe dunque Facebook usare il suo potere per sminuire nei NewsFeed storie e post che riguardano Trump, frenando in qualche modo la sua campagna elettorale? Non si può né confermare né negare, il fatto è che si sentono già voci, oltre che sulla costruzione di muri, di diversità di popoli e di blocco alla libertà di espressione.

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