Pensioni a 75 anni, Rizzo (PC): “Voucher come una droga, ormai siamo al massacro sociale dei soliti noti”

20 aprile 2016 ore 13:33, Lucia Bigozzi
“Sono molte le cose che sarebbero da rivoluzione perché siamo al massacro sociale”. Così Marco Rizzo, segretario nazionale del Partito Comunista e candidato sindaco a Torino commenta il dossier ‘pensioni a 75 anni’ ma anche i rumors su un probabile prelievo forzoso, come nel ’92. Nella conversazione con Intelligonews allarga l’analisi al Jobs Act e agli incentivi alle assunzioni i cui effetti sono come quelli di una “droga”.

Pensioni a 75 anni, Boeri paventa il rischio per la generazione anni ’80: in altri tempi sarebbe da “rivoluzione”?

«Sono molte le cose che sarebbero da rivoluzione; il problema è che rischiamo di dimenticarci tutto quello che rappresenta lo stato sociale nel nostro paese. Ormai, tutto è deciso dal patto di stabilità, dal pareggio di bilancio in Costituzione, tutto è deciso dalla Bce e da modalità che di fatto, vedono il massacro sociale. Quindi, altro che rivoluzione si dovrebbe fare…».

Pensioni a 75 anni, Rizzo (PC): “Voucher come una droga, ormai siamo al massacro sociale dei soliti noti”
E’ finito anche l’effetto Voucher e le assunzioni a tempo indeterminato vanno giù. Nessuna soluzione per invertire la rotta? 

«Gli incentivi alle assunzioni, nell’immediato drogano per un breve momento il mercato ma poi è impensabile che il Jobs Act o queste cose che, oltretutto, servono a togliere ulteriormente diritti ai lavoratori, possano produrre più occupazione. Solo nella mente perversa di Bruxelles possono pensarlo. In realtà, stiamo vivendo un massacro sociale; l’unica parte del mondo in cui ci sono ancora diritti sociali ormai traballanti, è l’Europa. Tutto ciò da un lato con i flussi migratori voluti dall’Ue per abbattere i diritti di 300 milioni di lavoratori, attraverso un esercito industriale di riserva prodotto da un popolo di disperati che viene spostato dall’Africa e dal altre aree del mondo verso l’Europa con la guerra e la fame»

E sull’annuncio di Boeri?

«Noi stiamo vivendo un processo epocale rispetto al quale fa quasi sorridere vedere Tito Boeri così protagonista, lo vediamo di tv in tv, forse non vuole più fare il presidente dell’Inps. Le stesse cose che ha detto ieri sera le aveva dette esattamente allo stesso modo nel dicembre 2015. Viviamo in un modello di società molto strano in cui ognuno tira per sé»

Probabile prelievo forzoso: c’è chi comincia a ipotizzarlo, se n’è parlato ieri a DiMartedì, se ne parla moto sulla Rete come di un “Amato-bis” con le clausole di salvaguardia a rischio e dunque con relativo aumento dell’Iva. Che idea si è fatto? 

«A pagare saranno sempre i soliti noti, ovvero i lavoratori dipendenti, ma anche la classe media proletarizzata; ormai è il 90 per cento del popolo a pagare. Si tratta di processi di depauperamento di interi popoli. Pensiamo alle case di proprietà in Italia: l’80 per cento degli italiani ne possiede una e se pensiamo che dieci anni fa il valore di quell’immobile era X e oggi vale almeno il 20-30 per cento in meno, comprendiamo come sia stato fatto un “furto” all’80 per cento del popolo italiano»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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