Pensione a 75 anni, Vaciago: "Cara generazione '80, ecco cosa devi fare per evitare questa fine"

20 aprile 2016 ore 15:16, Lucia Bigozzi
Cara “generazione ‘80” per evitare di andare in pensione a 75 anni “fai figli che sono quelli che pagano la pensione ai padri, e metti i tuoi contributi in un fondo pensione ad accumulazione, perché la pensione pubblica uguale per tutti, non ci sarà più”. E’ la “lezione” tecnica di Giacomo Vaciago, economista, che nella conversazione con Intelligonews analizza il dossier pensione a 75 anni ma anche l’opzione prelievo forzoso che agita il dibattito politico. 

Pensioni a 75 anni, Boeri paventa il rischio per la generazione anni ’80: in altri tempi sarebbe da “rivoluzione”?

«Diciamo due cose. C’era una categoria che andava in pensione a 75 anni ed è stata abbassata a 70: era la categoria cui io e Boeri apparteniamo, ovvero i professori universitari. Allora, torniamo a 75 anni noi e al nostro posto viene chi altri vuole… ma dobbiamo smetterla di fare leggi uguali per tutti. Nei Paesi civili, uno va in pensione quando vuole, ovviamente con la previsione che si è meritato. Allungare la vita lavorativa di chi vuole lavorare, mentre chi vuole andare prima perché magari ha altro di meglio da fare lasciamolo andare. Ovviamente, ciascuno va in pensione con la pensione che si merita: questa è la flessibilità che io auspico»
Pensione a 75 anni, Vaciago: 'Cara generazione '80, ecco cosa devi fare per evitare questa fine'
Da tecnico cosa suggerisce alla generazione anni ’80 per tamponare il rischio di andare in pensione a 75 anni?

«In un sistema senza montante, la pensione la paga il giovane che lavora al padre che è in pensione e anche la demografia condiziona tutto. Ogni sistema pensionistico a ripartizione, se è a demografia negativa, è pericolosamente destinato a rompersi. Riassumendo: ai giovani senza figli chi gliela pagherà la pensione? E’ il lavoro dei figli che paga la pensione dei genitori».

Quindi cosa è più conveniente fare per loro? Qual è il suo consiglio? 

«Conviene anzitutto cercare di favorire la famiglia che è la prima cellula di base della società. In questo senso, per piacere i giovani favoriscano a far figli: saranno più sicuri anche in futuro. Poi ricorderei loro che senza un fondo pensione ad accumulazione che investa bene i tuoi contributi, tu la pensione pubblica uguale per tutti non ce l’avrai più»

E’ finito anche l’effetto Voucher e le assunzioni a tempo indeterminato vanno giù. Nessuna soluzione alternativa? 

«La cosa che aveva stupito, era l’aumento dell’occupazione che precedeva la ripresa. Adesso dobbiamo domandarci: la ripresa rallenta un’altra volta e siamo già in uscita da un periodo felice di aumentata occupazione? Senza crescita non c’è speranza di un’occupazione maggiore e soprattutto migliore»

Probabile prelievo forzoso: c’è chi comincia a ipotizzarlo, se n’è parlato ieri e se ne parla molto sulla Rete come di un “Amato-bis" visto il problema clausole di salvaguardia. Qual è la sua valutazione?

«Ogni manovra una tantum, lascia più problemi di quanti ne risolva e non serve portar via soldi a qualcuno per darli a qualcun altro; peggiora la qualità della convivenza in una società già fin troppo divisa tra amici e nemici. A me piacciono le riforme graduali, un passo alla volta, pian pianino negli anni. Mai blitz notturni, la domenica non si riunisce il Consiglio dei ministri, la domenica si riposa».
 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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