Pensione a 75 anni, Cremaschi (ex Fiom): "Generazione '80, bisogna ricominciare a lottare per quella pubblica"

20 aprile 2016 ore 16:14, Lucia Bigozzi
“Partita truccata: penso che dietro ai discorsi di Boeri ci sia la voglia e il bisogno di tagliare le pensioni. Il punto è che ormai le pensioni sono i bancomat dei governi”. E’ il focus di Giorgio Cremaschi, ex sindacalista Fiom, sul dossier ‘pensione a 75 anni’: nell’intervista a Intelligonews dispensa consigli pratici alla “generazione anni ‘80” che la pensione rischia di non vederla più. 

Pensioni a 75 anni, Boeri paventa il rischio per la generazione anni ’80: in altri tempi sarebbe da “rivoluzione”?

«Il problema è che siamo di fronte a una partita completamente truccata perché Boeri parla di un dramma pensionistico per i giovani ma io credo che non pensino affatto ai giovani. Penso che dietro a certi discorsi, ci sia semplicemente la voglia e il bisogno di tagliare le pensioni perché l’economia va male e bisogna di nuovo riequilibrare il bilancio, eccetera. Dal ’95 ad oggi abbiamo avuto 8 riforme delle pensioni in 21 anni: il punto è che le pensioni sono i bancomat dei governi; quando le cose vanno male lo si capisce perché i governi vogliono tagliare le pensioni. Non credo affatto che vogliano migliorarle, penso che tutti i discorsi sui 75 anni siano aria fritta: non vedo nessuno che dica eliminiamo la legge Fornero, vedo che si dicono altre cose che portano a tagliare le pensioni»

Pensione a 75 anni, Cremaschi (ex Fiom): 'Generazione '80, bisogna ricominciare a lottare per quella pubblica'
Da sindacalista cosa suggerisce in concreto alla generazione anni ’80 per tamponare il rischio di andare in pensione a 75 anni?

«Intanto bisogna ricominciare a lottare perchè gratis nessuno ti dà niente. Secondo: bisogna pretendere la pensione pubblica, non bisogna farsi trascinare nella logica per la quale la soluzione è nei fondi pensionistici privati, perché temo che dietro a tutti questi discorsi, ci sia una gigantesca spinta alla speculazione. Su questo, non sono innocenti neanche i sindacati che hanno accettato i fondi pensionistici integrativi sindacali. Terzo elemento: bisogna ottenere una grande riforma delle pensioni che separi la previdenza dall’assistenza: questa è la vera riforma. Bisogna smetterla col sistema pensionistico bancomat; l’assistenza deve essere retta dalla fiscalità generale e le pensioni devono essere garantite a tutti»

Probabile prelievo forzoso: c’è chi comincia a ipotizzarlo, se n’è parlato ieri a DiMartedì, se ne parla moto sulla Rete come di un “Amato-bis” con le clausole di salvaguardia a rischio e dunque con relativo aumento dell’Iva. Qual è la sua valutazione?

«Sarebbe una cosa gravissima, penso che la gente dovrebbe scendere per strada»

autore / Lucia Bigozzi
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