Medjugorje, Paolo Brosio: «I miracoli esistono e li ho visti davanti a me. E il Rosario del Papa...»

20 dicembre 2013 ore 17:57, Marta Moriconi
Medjugorje, Paolo Brosio: «I miracoli esistono e li ho visti davanti a me. E il Rosario del Papa...»
Paolo Brosio, scrittore, giornalista e conduttore televisivo, a ridosso della Santa Festa del Natale con IntelligoNews ha conversato amabilmente su Medjugorje, «il luogo più spirituale del mondo», e sull'importanza di credere ai miracoli. Si avvertiva, durante l'intervista, che Paolo è sempre più attento alle parole che usa, pauroso di apparire fanatico, «non lo sono affatto, sono una persona che vede che una cieca riacquista la vista», ma anche desideroso di trasferire la sua gioia per quello che ha visto: «Mi sono trovato a vivere quattro miracoli nei momenti in cui avvenivano. Cosa c’è da dire di più?». La sua è spontaneità pura, si avverte, è quasi tangibile, la sua devozione a Maria e... a questo Papa, il suo faro, che con il «Rosario fatto in piazza San Pietro, chiedendo digiuni e preghiere simultanei» ha scongiurato il conflitto tra Stati Uniti e Siria. Brosio, ha delle novità sulla statua della Madonna di Lourdes che si era illuminata a Medjugorje? L’abbiamo lasciata che erano scattate le procedure e le indagini per verificare la natura del fenomeno. Ha delle novità?  «La Commissione sta valutando. Quanto ci vorrà? Bisogna chiedere a loro se ci vorrà tanto. Se verrà data la notizia, la saprò per primo. Ma per ora nulla». Il suo sarà un Natale a Medjugorje? Oppure quando tornerà lì? «Il Natale lo passo in Italia. Mi sono operato ai denti, ho un’infezione e sono sofferente. Dovrei andare su per il 27 e 28… ma l’importante, mi creda, è pregare la Madonna da dove si sta». Prendiamo spunto dal film ‘La Terra di Maria’, che parla di miracoli e anche di quelli a Medjugorje, per chiederle che persona è quella che ha fede oggi, nel Terzo Millennio? Lei che ne vede tante… «Dico subito, e ci tengo a sottolinearlo, che io non ho visto il film. E non posso parlare di ciò che non ho visto. Posso dire però che Medjugorje non è un santuario a se stante. E’ la Sua casa, come il Santuario della Consolata a Torino e altri… ma Medjugorje in questo momento è il luogo più spirituale del mondo. Così come la Terra Santa duemila anni fa. Dio è vivo. E chi ha fede lo sa, non si stupisce che Dio conceda alla Madonna di fare miracoli». Ma si tende a ‘macchiettizzare’ la persona di fede, anche quelle che vanno a Medjugorje a pregare. Che persona è il credente? Il film era proprio uno spunto per parlare di questo. «E’ gente di fede. Ci si stupisce se uno crede ai miracoli? Ma è il colmo. Ma certo che bisogna a credere ai miracoli, dalle prodigiose guarigioni fisiche, ai miracoli di conversione del cuore. Povero chi non crede. Dio è onnipotente, può sospendere le leggi della natura, può fare tutto. Io per esempio sono convinto che il Rosario del Pontefice fatto in piazza San Pietro alla Madonna per chiedere che non ci fosse un conflitto mondiale tra Stati Uniti e Siria, non si è verificato per la preghiera simultanea in tutto il mondo, per intercessione. Per me è così, se il Papa non avesse chiesto i digiuni e se nessuno lo avesse fatto, né avesse pregato, il conflitto ci sarebbe stato. Uno che non ha la fede, che non crede in Cristo, è chiaro che non può credere ai miracoli». Quanti ai miracoli ha visto con i suoi occhi, Brosio? «Io ne ho trovati nove. Guarigioni fisiche inspiegabili. Mi sono trovato a viverne quattro nei momenti in cui avvenivano. Un esempio su tutti è quello di Raffaella Mazzocchi, originaria dei quartieri spagnoli di Napoli, aveva una neurite ottica retrobulbare e durante l’orario di apparizione di Maria a Medjugorje, ha ritrovato la vista, c’era il miracolo del sole. Davanti a me. Cosa c’è da dire di più?». Chi dice che fare il giornalista e avere fede rappresentino due contraddizioni? «Io non sono un fanatico religioso, sono una persona che vede che una cieca riacquista la vista e i medici dicono che è una guarigione inspiegabile. Per me uomo di fede è un miracolo, come giornalista un evento inspiegabile quantomeno. Racconto i fatti. Non parto da storie inventate». La sua trasmissione Viaggio A, ora in replica, proseguirà? «Stiamo vedendo di apportare modifiche o… vedrete, vedrete». Cosa pensa delle “Linee Guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT” dell’Unar rivolte ai giornalisti? Ci sono molti limiti alla libertà di opinione per alcune firme cattoliche… «Mi rifaccio al Papa su questi argomenti. Apriamo le braccia alle diversità. Rispettiamo chiunque. Punto. Se queste parole servono a dare più dignità alle persone che vivono questa situazione ben vengano. ‘Chi sono io per giudicare un gay?’: ci ha detto questo Papa. Intanto se uno si vuol confessare lasciamolo confessare. E poi c’è il non peccare più che disse Gesù. Non andrei a esacerbare le posizioni su questioni formali, mi atterrei ai contenuti del cristianesimo, e quindi al Vangelo».
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