Apparecchiature datate, il sistema sanitario italiano è "vecchio" stile

20 dicembre 2015 ore 10:48, Micaela Del Monte
Apparecchiature datate, il sistema sanitario italiano è 'vecchio' stile
Secondo un’indagine condotta dal Centro Studi Assobiomedica secondo la quale nel nostro Paese sono oltre 6 mila le apparecchiature di diagnostica per immagini obsolete, ovvero il 50% di quelle che ha in dotazione il sistema sanitario italiano.
Non solo disservizi e carenze organiche, la sanità italiana dunque paga anche l’arretratezza delle sue dotazioni tecnologiche.

Ovviamente la scarsa qualità dei macchinari si ripercuote sulla qualità del servizio offerto ai pazienti, soprattutto in quei casi in cui una diagnosi tempestiva è fondamentale. In particolare il quadro è particolarmente fosco per quanto riguarda i macchinari utilizzati per gli esami radiologici quali mammografi convenzionali e telecomandati, come Pet (tomografia a emissione di positroni), Rmn (risonanza magnetica) e Tc (Tomografia computerizzata). Dal’indagine risulta che il 72% dei mammografi ha un’età superiore ai 10 anni. Età superiore ai 10 anni presenta anche il 66% delle unità mobili radiografiche analogiche e il 60% dei sistemi telecomandati convenzionali.

“L’indagine oltre a confermare il persistere di una grave situazione di invecchiamento del parco installato negli ospedali  registra un aggravamento del gap tecnologico con il risultato che l’Italia ha perso posizioni rispetto al ranking europeo dell’Ue 27 – ha spiegato Marco Campione, Presidente dell’Associazione Elettromedicali di Assobiomedica – Il nostro Paese, rispetto all’Europa di riferimento, esistono troppe apparecchiature per abitante, troppo vecchie e troppo poco utilizzate. È urgente investire in innovazione di qualità, anche per mezzo della dismissione di tecnologie obsolete”.

Dispositivi nuovi e tecnologici permetterebbero di diagnosticare anzitempo le patologie, anche quelle gravi, in modo da iniziare subito un percorso terapeutico che porterà sicuramente e prima alla guarigione dei pazienti.

Grazie ad apparecchi nuovi, insomma, i medici sarebbero in grado di notare avvisaglie di malattie. Con dispositivi obsoleti ciò non è possibile. Ecco allora che la mancata sostituzione degli apparecchi diagnostici negli ospedali rappresenta una grave insidia anche, e soprattutto, per i pazienti italiani.
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