Caro Poletti, perché è la sua generazione che è meglio "non avere più tra i piedi"

20 dicembre 2016 ore 15:15, Marta Moriconi
Camerieri d’Europa, babysitter dei turisti stranieri, "quelli che dovranno un giorno farsi la guerra con gli immigrati che oggi fate lavorare a gratis”: risponde a Giuliano Poletti e risponde idealmente per quei cervelli in fuga che sarebbe meglio, parole sue ministro, restassero "fuori dai piedi". Si chiama Marta Fana e di mestiere fa la ricercatrice a Parigi, e dal sito del settimanale L’Espresso respinge le scuse (“mi sono espresso male”, ndr),  e parla con vera e propria ira. La Fana accusa Poletti e il governo di star “decretando che la nostra generazione, quella precedente e le future siano i camerieri d’Europa"... Parole durissime, rese ancora più esasperate dai numeri: 100mila in partenza, restano 60 milioni. La Fana attacca: "Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi”.
Caro Poletti, perché è la sua generazione che è meglio 'non avere più tra i piedi'
E' vero signor Ministro Poletti, ci sono giovani precari che probabilmente per lei sono solo un grave peso per le tasche italiane, ma si ricordi quanti sono quelli della sua generazione ad esserlo stato e a pesare su di noi, senza lauree né preparazione specifica, messi dai partiti presso ministeri ed enti pubblici a suon di VERI contratti che oggi noi Co.Co.Co. ci sogniamo: voi con quegli eterni (almeno) 2000 euro al mese di inutile consenso elettorale per il Paese, ma utile a chi come lei guidava l'Italia là dove non avremmo voluto arrivare: la crisi. Giuliano, noi non siamo la causa della nostra precarietà, non tutti. Molti 60enni come lei invece sì, con il manuale Cencelli applicato anche al mondo "del lavoro" e magari "di Stato" avete preparato la nostra fuga. La state ancora preparando. E infierite anche mancando di rispetto, quel rispetto che almeno umanamente sarebbe ora ci concedeste. 
La mia laurea e il mio dottorato, e qui entro nello specifico, a casa altrui varrebbero un posto dignitoso, di quelli che non ti devi guadagnare se non con lealtà, duro lavoro, serietà, professionalità e tenacia. Dignitoso, parola che avete perso nei meandri del gioco al massacro sulla nostra pelle. Noi troppo deboli per rischiare l'azzardo (non siamo negli anni '70 dove chi aveva coraggio poteva farcela, oggi solo corrotti e corruttori partecipano alla vera torta), voi troppo distanti da noi, nei vostri mondi dorati, con pensioni e mutui, noi senza case da riuscire a mantenere perchè manca quel minimo di prospettiva e soldi per proiettarsi a un futuro almeno sereno, voi anche cattivi contro la nostra miseria. 
Perchè sì, Poletti, sa quanta paura ho della vecchiaia? Tanta. Fa paura a me e a tutti i miei coetanei: senza possibilità di risparmiare, senza possibilità di pensione, mi ha detto che è meglio non avermi tra i piedi, forse perché l'avrei fatta "cadere" sulla sua coscienza? Mi piace pensare che ancora una coscienza l'abbiate, chissà magari un giorno mi verrà data l'opportunità di fare la sua carriera senza titoli di studio e con la Lega Coop alle spalle. Magari qualcuno mi farà formazione e non dovrò imparare tutto da sola e cercare di sopravvivere in un modo di squali. Anche io sogno le spalle coperte da un Paese che funziona, ma invece ho solo le palle piene.
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