La signora Elda, 92 anni, sfida Banca Etruria: "Persi i risparmi di una vita"

20 febbraio 2016 ore 15:58, Adriano Scianca
La signora Elda, 92 anni, sfida Banca Etruria: 'Persi i risparmi di una vita'
A mettere ulteriormente nei guai Banca Etruria ora arriva una vecchietta di 92 anni. Si tratta della signora Elda Delfini, una signora di 92 anni di Foiano della Chiana, paese a 30 km di Arezzo, che venerdì 19 febbraio ha depositato sul tavolo della Procura di Arezzo un esposto per la perdita di 75mila euro investiti in azioni e obbligazioni subordinate stipulate con Banca Etruria. “A inizio ottobre 2013 – ha detto la signora – mi consigliarono di sostituire i bot con le obbligazioni subordinate di Banca Etruria e mi fecero anche prendere cento azioni perché l’operazione non si poteva fare sennò”. La donna aveva all'epoca 75mila euro, “che erano i risparmi di una vita, mi dissero che investiti così sarebbero stati più sicuri. Ora sono qui a presentare l’esposto insieme a mio figlio Domenico che segue la questione e insieme a mia nipote che è avvocato, per chiedere giustizia e riavere i miei soldi”. 

La signora ha depositato la denuncia in procura al pool di magistrati, guidati dal procuratore Roberto Rossi, che nell’ambito del quarto filone di inchiesta, quello che lavora sull’ipotesi di reato di truffa, sta esaminando ogni caso singolarmente. Al momento sono oltre 200 le denunce presentate dai singoli risparmiatori. Con decreto del 22 novembre 2015, Banca Etruria è stata posta in liquidazione coatta amministrativa, insieme ad altre tre banche della stessa dimensione medio-piccola. Dal giorno successivo alla messa in liquidazione, è stata rifondata attraverso una cessione a favore di una "banca ponte", denominata Nuova Banca dell'Etruria e del Lazio S.p.A., in breve Nuova Banca Etruria, che ne proseguirà l’attività grazie all'eliminazione delle sofferenze e a una ricapitalizzazione, mentre la bad bank che residua dall'operazione avrà un'esistenza la cui durata sarà legata al tempo necessario a vendere o realizzare le sofferenze della vecchia banca. Il nuovo istituto bancario non è più una banca popolare.
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