Medjugorje. Chiusa l'inchiesta, Brosio azzarda un'ipotesi di riconoscimento

20 gennaio 2014 ore 16:09, Marta Moriconi
Medjugorje. Chiusa l'inchiesta, Brosio azzarda un'ipotesi di riconoscimento
"Il 18 gennaio 2014 resterà una data storica per la Chiesa e le apparizioni mariane nel mondo.
Nel tardo pomeriggio di sabato, dopo tre anni e dieci mesi di riunioni riservate, testimonianze e audizioni dei veggenti, interrogatori dei frati francescani, acquisizioni di prove documentali, fotografiche e filmati che rievocano la storia e i momenti salienti di trentatré anni di apparizioni a Medjugorje  la documentazione della Commissione Internazionale d' Inchiesta e le sue conclusioni, obbligatorie e non vincolanti, sono state trasmesse ieri dal presidente Cardinale Camillo Ruini alla Congregazione per la Dottrina della Fede". Inizia così la riflessione di Paolo Brosio -postata sul suo sito- su Medjugorje  e il lavoro della commissione appena concluso, che analizza miracoli e apparizioni tutt'ora esistenti. Attualmente tre dei sei veggenti ricevono ancora le “apparizioni” ogni giorno e sono, come ricorda il giornalista e scrittore, "Vicka che risiede ancora a Medjugorje, Marija sposata in Italia e Ivan che vive negli Stati Uniti a Boston".  E Brosio, che ormai dedica anche parte della sua vita professionale al luogo di culto, su cui scrive (abbiamo dato la notizia in esclusiva del suo prossimo libro in uscita il 13 marzo dal titolo "Raggi di Luce"), che tratta nelle sue trasmissioni televisive e per cui organizza pellegrinaggi, scrive senza mezzi termini cosa si aspetta da adesso in avanti. Non certo un giudizio definitivo. Quanto piuttosto afferma di azzardare un ragionamento "e poi un'ipotesi di decisione della Commissione Internazionale d'Inchiesta e di quello che potrà formulare la Congregazione della Dottrina della Fede: Medjugorje, a mio personale e sindacabile giudizio,  verrà riconosciuta come "Luogo di culto e di preghiera dalla Santa Sede", il che implica anche un riconoscimento della Parrocchia di Medjugorje come Santuario internazionale che molto probabilmente verrà sottoposto al controllo diretto della Santa Sede e verrà estromesso dalla giurisdizione ecclesiastica della Diocesi di Mostar". E poi chiarisce cosa potrebbe comportare questa scelta della Chiesa Cattolica. In termini pratici. 1) Il Vescovo Ratko Peric, non potrà più gestire l'attività spirituale, amministrativa del santuario.
Medjugorje. Chiusa l'inchiesta, Brosio azzarda un'ipotesi di riconoscimento
2) Se così fosse, le parrocchie e le diocesi potranno organizzare viaggi a Medjugorje e non più affidarsi a privati. 3) Parla del contrasto Da sempre c'è un forte contrasto fra i frati francescani minori della provincia di Mostar e  i Vescovi dell'Erzegovina. Brosio non si accontenta di parlare del presente, ma racconterà con dovizia di particolari anche il passato di quel luogo di culto.  Che ha superato ostacoli e devastazioni storiche.
Arrivando alle conclusioni di dice d'accordo con il collega e amico Antonio Socci, che sul suo sito www.antoniosocci.com, avverte dell'impossibilità di una bocciatura che condanni il fenomeno Medjugorje. Quanto a chi continua a dubitare che la Madonna possa, a Medjugorje, parlare per così tanto tempo e continuare a farlo tutt'oggi ricorda il caso di Laus, in Francia, quando la Madonna  apparve alla pastorella Benedetta Rencurel dal 1664 al 1718 quindi per 54 anni e che queste apparizioni sono state ufficialmente riconosciute dalla Chiesa soltanto nel 2008.
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