Sciopero petrolchimici: perchè ci riguarda tutti

20 gennaio 2016 ore 11:07, intelligo
Sciopero in vista. Stavolta tocca ai petrolchimici. Due le rivendicazioni alla base della mobilitazione di protesta che vede in prima linea i sindacati. La prima: l’ipotesi che Eni starebbe valutando, di cedere Versalis la società chimica dove lavorano circa seimila dipendenti; dei quali trecento a Ferrara. La seconda: il licenziamento di un delegato sindacale della Cgil da parte di Lyondell Basell che lo accuserebbe di comportamenti violenti. Due motivazioni che incrociano due azioni di protesta in qualche modo collegate: lo sciopero nazionale dei dipendenti di Eni e di Saipem (in tutto circa 40mila lavoratori) e quello che coinvolgerà tutto il settore petrolchimico di Ferrara. 
Uno sciopero che scaturisce da due motivazioni concomitanti: da un lato il progetto di Eni di cedere la propria società chimica, Versalis, che impiega quasi seimila dipendenti, di cui trecento soltanto a Ferrara; dall’altro Lyondell Basell, che ha deciso di licenziare un delegato sindacale della CGIL, Luca Fiorini, accusandolo di comportamenti violenti ed attraendo su di se ogni sorta di critica sia dai sindacati sia dalle istituzioni, dal comune di Ferrara, alla provincia alla Regione Emilia Romagna. Il primo sciopero è nazionale e riguarda tutti i dipendenti di Eni e di Saipem, circa 40mila lavoratori; il secondo è convocato in sede locale e riguarda tutto il petrolchimico di Ferrara. Una questione che non riguarda solo gli addetti ai lavori e le loro problematiche ma che, come ben si comprende, avrà ripercussioni ed effetti diretti su buona parte delle attività quotidiane dei cittadini. 

Sciopero petrolchimici: perchè ci riguarda tutti
Domani dunque i lavoratori incroceranno le braccia e il calendario delle agitazioni è caratterizzato da manifestazioni collegate nell’arco della giornata: dalle 12 alle 13, ad esempio, è previsto un presidio davanti ai cancelli del petrolchimico di Ferrara; dalle 14 alle 16.30, è convocata l’assemblea generale dei lavoratori nella sala mensa. Dopo gli interventi dei rappresentanti sindacali e istituzionali, sarà la leader della Cgil Susanna Camusso a svolgere l’intervento conclusivo. Dicevamo che lo sciopero non riguarda solo gli addetti ai lavori, ma le perplessità circa il futuro del settore petrolchimico, specialmente in Emilia Romagna e nel resto del nord Italia, sono il fulcro dell’impegno a difesa del polo produttivo da parte della Regione che rilancia la propria posizione e insieme a Veneto e Lombardia, chiama in causa il ministro dello sviluppo Economico Federica Guidi. Il concetto è semplice, secondo quanto riportano le cronache giornalistiche: se Eni ha bisogno di un partner per operare con Versalis, questo deve essere un partner industriale. Tuttavia, non è esclusa l’opzione di una partnership con la Cassa Depositi e prestiti.

LuBi

autore / intelligo
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