Cdm, dalla Giannini nuove classi di concorso ma vecchie polemiche in campo

20 gennaio 2016 ore 11:55, Americo Mascarucci
Dovrebbero essere approvate nel Consiglio dei Ministri in programma stasera a Palazzo Chigi  le nuove classi di concorso, almeno stando agli esiti di un incontro che si sarebbe tenuto stamattina fra il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. 
Una volta approvato il provvedimento dovrebbe poi essere illustrato domattina nell’ambito di un’apposita conferenza stampa tenuta dal Premier Renzi con i ministri Giannini e Marianna Madia, responsabile della Pa. Stasera in Consiglio dei ministri e è infatti attesa anche l'approvazione di una serie di decreti attuativi della riforma della Pubblica amministrazione. 
Cdm, dalla Giannini nuove classi di concorso ma vecchie polemiche in campo
La riforma delle classi di concorso è un provvedimento atteso da tutti i docenti, a partire da coloro che sono già assunti a tempo indeterminato, che diventeranno ex lege titolari della nuova classe risultante dall'accorpamento, ma anche dai docenti abilitati in procinto di partecipare al concorso a cattedra che sarà bandito nei primi giorni di febbraio, e dai laureati in attesa del III ciclo TFA, anch'esso previsto e annunciato dal Ministro Giannini per il mese di febbraio.
La novità più significativa di questa riforma è appunto l'accorpamento di alcune classi di concorso, che porterà ad una riduzione delle stesse; oggi sono 168 ma scenderanno a 116.
Vi saranno anche 13 nuove classi di concorso: 11 riguardano le discipline musicali, coreutiche e tecnica della comunicazione, le ultime due sono per gli insegnanti tecnico pratici.
La riforma delle classi di concorso, ancor prima di vedere la luce, è già accompagnata da numerose polemiche, che alimentano il sospetto che saranno necessarie altre modifiche per renderle veramente funzionali al nuovo modello di scuola introdotto dalla legge 107/2015. Ne è consapevole la stessa relatrice del provvedimento, la deputata del Pd Maria Grazia Rocchi che ha evidenziato come l'approvazione del provvedimento diventi essenziale di fronte all'imminenza dei concorsi, pur in presenza di opportune modifiche e migliorie da apportare per rendere appunto il testo pienamente coerente con la riforma della scuola. 

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