Il cinismo dell'Inter batte l'isteria de Napoli: saltati i nervi nel secondo tempo

20 gennaio 2016 ore 12:23, Micaela Del Monte
Il tabellone delle semifinali di Coppa Italia si sta andando definendo. Dopo la vittoria in exstremis dell'Alessandria contro lo Spezia è stato il turno di quella dell'Inter sul Napoli. Un risultato forse inatteso visto le ultime tendenze delle due squadre in campionato e che ha avuto uno strascico di polemiche piuttosto consistenti. 

Ma partiamo dall'inizio. L'incontro che si è giocato ieri sera tra la squadra di Roberto Mancini e quella di Maurizio Sarri era preannunciato come spettacolare viste le forze in campo e così per un motivo o per l'altro lo è stato. L'Inter infatti veniva da un periodo piuttosto altalenante e poco esaltante, in quattro giornate infatti i nerazzurri avevano portato a casa solo una vittoria a cui si sono aggiunte due sconfitte (contro Lazio e Sassuolo) e un pareggio (contro l'Atalanta). La squadra milanese ha dunque ribaltato ogni pronostico con il 2-0 rifilato ai partenopei ieri sera (reti di Jovetic e Ljaijc). Mancini ha messo in campo una squadra quadrata e umile che si è presentata in campo con la testa giusta ed ha giocato la partita come doveva, con intelligenza, pazienza e appunto umiltà. E così è stato il primo tempo, forse un po' lento e compassato ma sicuramente congeniale alla formazione nerazzurra.
Il Napoli ha aspettato e ha subito l'uno-due interista non riuscendo quasi mai a reagire. L'unico che l'ha fatto, nel modo sbagliato, è stato il belga Dries Martens espulso per somma di ammonizioni. Fattore che ha scatenato l'ira di Sarri ed ha causato una violenta lite tra i due tecnici sfociata poi con l'espulsione di entrambi. Durante il secondo tempo però il Napoli ha provato a proiettarsi in avanti assediando praticamente per tutto il tempo l'area nerazzurra che però è stata ben protetta dal muro difensivo composto da Miranda e Juan Jesus che hanno dimostrato una grandissima compattezza e soprattutto una certa coordinazione. Benissimo, come al solito, anche Handanovic che è riuscito a contenere i pochi attaccanti partenopei che sono riusciti ad entrare in area. Il risultato finale è anche grazie a lui che ha di nuovo chiuso la saracinesca della porta nerazzurra che è riuscita a rimanere nuovamente imbattuta. L'Inter sembra essere tornata la squadra cinica dell'inizio del campionato, mentre il Napoli si è presentata in campo come se avesse sottovalutato la Coppa Italia. Ben 6 uomini diversi in formazione con Higuain lasciato in panchina fino al 70'. Forse qualcosa Sarri qualcosa ha sbagliato e ha pagato caro le sue scelte.

Il cinismo dell'Inter batte l'isteria de Napoli: saltati i nervi nel secondo tempo
Insomma, la partita di ieri sera è stata davvero ricca di emozioni e il Napoli ha forse dimostrato di non avere la forza mentale adeguata per contrastare certe situazioni che psicologicamente sono più impegnative. A dimostrarlo è stata proprio la reazione isterica di Maruzio Sarri che è stato accusato da Mancini di "omofobia" in seguito ad una serie di insulti ricevuti dal tecnico nerazzurro. Tra i due sono infatti volate parole grosse fino a quanto tutti e due non sono stati mandati prematuramente negli spogliatoi dall'arbitro.  

"Per il battibecco finale dovete parlare con Sarri: è un razzista, gente come lui non dovrebbe stare nel calcio. Mi ero alzato per chiedere qualcosa al quarto uomo, lui mi è venuto contro dandomi del frocio e del finocchio. Se lui è un uomo, allora sarei ben contento di esserlo” sono state le parole di Mancini che ha accusato duramente il suo collega. "Si deve vergognare, ha sessanta anni. Il quarto uomo era lì, ha sentito tutto. Si può anche litigare in panchina ma quello che ha fatto lui è una vergogna. Sono andato a cercarlo dopo, ha provato a chiedermi scusa ma deve vergognarsi. Uno come Sarri in Inghilterra non potrebbe nemmeno mettere piede su un campo di allenamento. Si deve vergognare. Se volete parlare della partita parlatene con Sarri, sono troppo nervoso” ha concluso il tecnico nerazzurro.


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