Unioni civili, Zan (Pd): "Nessuna alternativa alla stepchild. I cattodem rischiano di aprire vaso di Pandora"

20 gennaio 2016 ore 13:43, Lucia Bigozzi
“Nessuna alternativa alla stepchild adoption perché si creerebbe una disparità di trattamento del minore rispetto alla stessa formula già approvata per le coppie eterosessuali sposate”. “Il Pd con Renzi ha deciso di sostenere con forza il ddl Cirinnà. C’è una minoranza di parlamentari dem che vuole modifiche ma se mettiamo in discussione il testo nelle sue articolazioni fondamentali rischiamo di aprire il vaso di Pandora che porterebbe a un binario morto”. Due passaggi del ragionamento di Alessandro Zan, parlamentare dem, nella conversazione con Intelligonews.

Per lei l’opzione adozione in prova al posto della stepchild adoption è accettabile o inaccettabile?

«La discussione sul testo è andata troppo avanti per poter pensare ad uno stralcio parziale o a modifiche, anche perché non dimentichiamo che la stepchild adoption esiste già per le coppie eterosessuali sposate e che adesso viene estesa alle coppie gay nel caso in cui ci sia un bambino figlio di uno dei due partner e quindi adottabile dall’altro. Quindi la spetchild adoption è già approvata e utilizzata come modalità nei tribunali. Se noi approviamo al posto della stepchild adoption un altro istituto che poi non si capisce perché debba essere diverso da quello per le coppie eterosessuali, sempre se si persegue l’interesse del minore, rischieremmo di avere un qualsiasi tribunale italiano che lo renda illegittimo perché si creano disparità di trattamento nella tutela del bambino. E questo oltrechè inaccettabile è palesemente incostituzionale»

Quindi nessuna mediazione?

«Noi stiamo facendo un testo che vuole dare gli stessi diritti degli eterosessuali alle coppie gay, come scritto nella sentenza della Consulta che, è bene ricordare, dice due cose. La prima è che le persone omosessuali devono avere gli stessi diritti di tutti; la seconda è che per arrivare a questa parità il matrimonio non è l’unica strada. Ecco perché abbiamo scelto le unioni civili, nel pieno rispetto dell’articolo 2 della Costituzione. Quindi operiamo nel pieno rispetto della sentenza della Consulta senza rinunciare agli stessi diritti per tutti i cittadini: dentro questo quadro, il testo Cirinnà è frutto di una lunga mediazione e rappresenta il risultato minimo che si possa ottenere in un Paese condannato dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, ultimo tra i Paesi europei che non hanno ancora una legge. Tutto questo, in un Paese come il nostro che ha il Pd al governo che è il più grande partito nel Pse e come tale, non può permettersi di avere posizioni più arretrate rispetto a quelle dei conservatori europei»

Sì ma la legge rischia di naufragare proprio per le resistenze nel Pd. Qual è la sua valutazione? 

«Occorre riportare il ragionamento sui binari del dato di realtà: il Pd col suo segretario Renzi e i suoi gruppi parlamentari, ha deciso di sostenere con forza il ddl Cirinnà. C’è poi una minoranza di parlamentari dem che vuole modifiche al testo che però aprirebbero un fronte di scontenti in parlamento e il rischio è che si potrebbero sfilare i 5S, Sel e altri che su questo tema hanno preso un impegno pubblico. Se mettiamo in discussione il testo nelle sue articolazioni fondamentali rischiamo di aprire il vaso di Pandora che porterebbe a un binario morto. Tutte le discussioni sono legittime ma bisogna tenere conto di portare a casa una legge seria che poi non venga demolita da sentenze successive, come accaduto per la legge 40»

Lei ritiene che manifestazioni come il Family Day contribuiscano ad alimentare un clima già esacerbato?

«Non c’è dubbio perché il Family Day non è una manifestazione per la famiglia, ma è contro la legge sulle unioni civili e dunque questa sua caratteristica fortemente oppositiva al testo in esame, ovviamente rischia da un lato di creare fibrillazioni e di condizionare la discussione in parlamento che invece, su questi temi deve essere la più serena e civile possibile, ma che rischia anche per la Chiesa dove la maggioranza dei cattolici è a favore delle unioni civili, di allontanarsi ancora di più dal principio del rispetto dei diritti umani, e su cui la stessa Chiesa dovrebbe essere la prima garante. Questa sessuofobia di una parte della gerarchia cattolica è totalmente anacronistica perché le persone vanno rispettate per ciò che sono. Secondo me ci sono ancora posizioni molto arretrate e omofobe che però rischiano di rendere vano anche tutto il lavoro di accoglienza e di apertura fatto dal pontefice»

Gli insulti di Sarri a Mancini che segnale sono? 

«E’ il segnale che in un certo mondo dello sport c’è ancora un forte sessismo e una forte omofobia e la visibilità che ha dato Mancini alla querelle mostra da un lato l’aspetto deteriore dello sport da parte di chi come Sarri ma anche come Tavecchio, attraverso gli insulti e la prepotenza vuole prevalere sugli altri. E chi, invece, come Mancini e Ulivieri, mostra la parte più bella dello sport e del rispetto degli altri. Sulla Gazzetta dello Sport apprezzo le tante manifestazioni di sostegno a Mancini da parte dei tifosi: è un fatto che fa sperare bene»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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