Marò, il 2018 per l’arbitrato internazionale è troppo per Girone e Latorre

20 gennaio 2016 ore 14:26, Lucia Bigozzi
Il tempo per l’arbitrato internazionale non è lo stesso di Salvatore Girone. Così se il calendario fissato dal Tribunale dell’Aja per la procedura arbitrale tra Italia e India sulla vicenda dei Marò non terminerà prima di agosto 2018, non è chiaro nel frattempo il destino di Girone e dal prossimo aprile quando scadrà il permesso per motivi di salute prorogato dalle autorità indiane, anche quello di Massimiliano Latorre. Stando così le cose, e secondo i tempi e i calendari del Tribunale dell’Aja, i due fucilieri di Marina dovranno restare in India ancora per due anni che si aggiungono ai tre già passati, in attesa che il caso venga risolto una volta per tutte. C’è poi da aggiungere che sulla richiesta di rientro in Italia di Salvatore Girone in attesa della fine dell'iter, la Corte permanente di arbitrato ha confermato l’udienza del 30-31 marzo. 

Marò, il 2018 per l’arbitrato internazionale è troppo per Girone e Latorre
TECNICISMI. La procedura prevede che l’Italia, secondo il calendario già fissato, presenti una memoria scritta il 16 settembre 2016 esponendo i fatti e presentando al Tribunale la propria richiesta. Da parte sua, l’India presenterà la sua memoria il 31 marzo 2017. Tempi biblici, dunque, per i due Marò.  Ma non è finita qui: dopo la presentazione di quella indiana, l’Italia a sua volta dovrà presentare una replica il 28 luglio 2017 e Delhi la controreplica l’1 dicembre 2017. Finita la trafila giuridico-burocratica, nel caso in cui Delhi abbia presentato obiezioni di giurisdizione o ammissibilità, Roma avrà ancora la possibilità di contro-replicare il 2 febbraio 2018. Dopodichè, il Tribunale dell’Aja avrà sei mesi di tempo per decidere. La conseguenza è che il ruolino di marcia temporale porterà alla sentenza solo nell’estate 2018 ma non è detto, perché potrebbe anche riservarsi di allungare i tempi, d’accordo con le parti in causa. Per quanto riguarda Salvatore Girone, nell’udienza di fine marzo, il Tribunale dovrà pronunciarsi sul possibile (o impossibile) rientro in Italia, in attesa dei passaggi tecnici previsti e già fissati per l’arbitrato internazionale. Da parte sua, il governo italiano il mese scorso ha presentato una richiesta di “misure provvisorie” in modo tale da consentire a Girone che attualmente è trattenuto in India, di fare ritorno in Italia e attendere con la famiglia l’esito della decisione del Tribunale dell’Aja. Ulteriore decisione rispetto alla quale si saprà qualcosa solo dopo l’udienza di fine marzo all’Aja. 

autore / Lucia Bigozzi
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