Riforma Pa: con Madia vita dura per i "furbetti del cartellino", ma resta l'art.18

20 gennaio 2016 ore 15:51, Andrea De Angelis
Questa volta forse è stata trovata la chiave per confezionare in fretta e senza possibili brutte sorprese la riforma della Pubblica Amministrazione. Il dubbio è d'obbligo quando si tratta di simili temi e se a finire sul tavolo sono, tra le altre, le partecipate. 

Detto ciò, cerchiamo di capire cosa cambia perché poi questo è ciò che interessa ai cittadini. Al di là degli annunci e dei buoni propositi. Il Consiglio dei Ministri, convocato in serata, si prepara ad affrontare la riforma della Pubblica amministrazione, della quale si attendono undici decreti attuativi. Attenzione però: il lavoro del ministro Madia non finirà qui nel senso che nei prossimi mesi sono attesi altri testi importantissimi, da quello del pubblico impiego (testo unico) ai poteri del premier. Il provvedimento verrà illustrato domattina alle 9 dallo stesso presidente del Consiglio, in conferenza stampa a Palazzo Chigi, con i ministri Giannini e Marianna Madia.
I temi che dovrebbero finire sul tavolo questa sera sono i seguenti: lotta ai "furbetti", ovvero coloro che timbrano per altri o che escono dopo la timbratura; taglio dei manager e mobilità per i dipendenti; identità digitale; partecipate; nuovi distretti pubblici; Forestale, funzioni di Polizia e numero unico (112) per le emergenze; dimezzamenti tempi grandi opere, trasparenza.
Riforma Pa: con Madia vita dura per i 'furbetti del cartellino', ma resta l'art.18
Concentriamoci sui primi tre punti, partendo proprio dai dipendenti pubblici che, colti in fragranza, verranno presumibilmente puniti con la sospensione dell'incarico entro 48 ore, con pesanti sanzioni fino al licenziamento per il dirigente che non segnalerà l'accaduto. Il procedimento nei confronti del lavoratore, che oggi può durare fino a 120 giorni, dovrà chiudersi secondo le indiscrezioni entro un mese. Non mancano, già ora, le polemiche. Il segretario della Cgil Camusso, ad esempio, tuona sostenendo che una norma per i furbetti già esiste e che simili annunci servono solo a Renzi. Il quale, da far suo, replica dicendo di non comprendere come il leader del sindacato possa indignarsi per simili scelte. "Con l'accorciamento dei tempi per le sanzioni si rischia di aumentare il contenzioso", ha replicato Maurizio Bernava, Segretario Confederale della Cisl.
Il testo unico sulle partecipate rinvierà probabilmente a un decreto ministeriale per fissare i nuovi massimi nelle retribuzioni dei dirigenti, escludendo comunque, a priori, buone uscite e premi in presenza di risultati economici negativi. Quanto ai dipendenti delle partecipate, se dovessero arrivare esuberi potrebbe entrare in gioco (c'è chi scommette che sarà così) la mobilità.
Venendo alla cosiddetta identità digitale, è possibile che con la riforma ogni cittadino avrà il proprio 'domicilio digitale', ovvero un recapito elettronico, come la mail. Ciò avverrà anche grazie al lancio del Pin unico, ovvero dell'identità digitale. Parallelamente dovrebbe esserci un investimento sulla sicurezza digitale.

Come riporta Investire Oggi, il ministro Madia nel difendere le decisioni che l'Esecutivo di cui fa parte sta per prendere, ha ribadito che l'articolo 18 non si tocca e che il licenziamento immediato degli assenteisti, con prove schiaccianti, altro non è che una forma di difesa dei lavoratori onesti.
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