Unioni civili, saluti alla stepchild adoption: ora il Pd di Verini pensa all'adozione in prova

20 gennaio 2016 ore 15:19, Americo Mascarucci
O la va o la spacca, o l'adozione in prova o niente.
Sulle unioni civili si sta facendo di tutto, ma proprio di tutto, per trovare una mediazione e fare in modo che il Disegno di Legge Cirinnà sulle unioni civili possa essere approvato.
Il punto cruciale, ma sarebbe meglio dire l'ostacolo insormontabile per il raggiungimento di un accordo è dato dalla norma sulla stepchild adoption ossia quella che consente ad una coppia gay l'adozione del figlio biologico del compagno. 
Il Nuovo centrodestra è contrario perché teme che in questo modo si finisca con l'incentivare il ricorso alla maternità surrogata e 37 parlamentari Dem hanno proposto di stralciare la norma in questione e di sostituirla con l'affido rafforzato. Adesso spunta l'ultima proposta quella cioè dell'adozione in prova che secondo indiscrezioni porterebbe la firma del parlamentare del Pd Walter Verini.  Un periodo di affidamento di un bambino ad una coppia gay poi da confermare nel momento in cui dovesse risultare positiva la convivenza del piccolo con due genitori dello stesso sesso.
Su questa proposta ci potrebbe essere la convergenza dei dissidenti del Pd come confermato nell'intervista ad Intelligonews della senatrice Rosa Maria Di Giorgi che tuttavia conferma come lei e i colleghi firmatari dell'emendamento sull'affido rinforzato andranno avanti con la loro proposta, salvo discutere ulteriori, possibili, aggiustamenti. 
"L'importante - ha spiegato la senatrice Di Giorgi - è non impuntarsi con la stepchild adoption". Come invece vorrebbero fare la senatrice Cirinnà e i fautori del Ddl contrari ad apportare "sostanziali modifiche". 
Diversamente dall'affido rafforzato l'adozione in prova comporterebbe un affidamento temporaneo e non definitivo fino ai diciotto anni come prevede invece l'emendamento dei parlamentari Dem anti stepchild adoption. Affido poi tramutabile in adozione nel caso in cui ne sussistano le condizioni?
Insomma le proposte sono diverse e tutte sembrano voler conseguire un identico obiettivo: superare la stepchild adoption e soprattutto eliminare i dubbi inerenti il rischio di favorire l'esodo all'estero delle coppie gay per ricorrere all'utero in affitto.



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