#20Giugno, Gandolfini: "Siamo un popolo che si muove senza pastore pilota. In piazza con..."

20 giugno 2015, Marco Guerra
#20Giugno, Gandolfini: 'Siamo un popolo che si muove senza pastore pilota. In piazza con...'
“Ora è il momento di agire contro il ddl Cirinnà, la prossima settimana inizia la discussione degli emendamenti”, alla vigilia della manifestazione nazionale Difendiamo i nostri figli, che si tiene sabato a Roma in piazza San Giovanni, il prof. Massimo Gandolfini – portavoce del comitato promotore – ribadisce ad IntelligoNews i motivi della mobilitazione.

Gandolfini ci siamo, vuole fare un ultimo appello per la manifestazione di sabato?

“E’ importantissimo scendere in piazza, dobbiamo far sentire la voce del popolo che rigetta la colonizzazione ideologica del gender nelle scuole, e l’unico modo per farlo in questo momento è una grande manifestazione del popolo delle famiglie che condivide principi e valori”.

In molti contestano la tempistica di questa manifestazione che ha spiazzato parte del mondo laicale cattolico…

“Il governo ha spostato il parere sul ddl Cirinnà la prossima settimana, dopo di che inizierà la discussione di  oltre 2000 emendamenti. In questa cornice la manifestazione assume ancora più significato. E’ adesso il momento di far sentire la nostra voce. Dovevamo mandare un primo messaggio, subito, tempi strettissimi. Vogliamo intervenire prima che il parlamento legiferi, perché le esperienze di Francia e Spagna dimostrano che la protesta successiva alla promulgazione di leggi sbagliate, pur avendo un grande valore simbolico non portano ad un risultato concreto”.

#20Giugno, Gandolfini: 'Siamo un popolo che si muove senza pastore pilota. In piazza con...'
E’ quindi un momento cruciale per la famiglia italiana?

“l’Italia è l’ultimo baluardo della difesa della famiglia in Europa. Tante volte Giovanni Paolo II ha parlato dell’Italia come di un’eccezione mondiale. Sono state fatte tante battaglie come quella contro l’aborto; alcune le abbiamo vinte da altre siamo usciti sconfitti, ma restiamo l’ultimo baluardo occidentale contro il dilagante laicismo. L’Italia è stata spesso salvata dall’istituto familiare, come quando si è dovuta rialzare nei due dopoguerra del ‘900. La famiglia è una risorsa anche per il welfare che, da solo, non riesce dare assistenza a tutti i cittadini”.

A chi vi accusa di perseguire una strategia che porta al muro contro muro cosa rispondete?

“Anzi tutto va detto che molti movimenti che non hanno aderito alla manifestazione condividono pienamente principi e a valori che stanno alla base di questa mobilitazione. C’è una dissonanza collegata alla strategia per ottenere i migliori risultati. Da una parte infatti si pone chi propende per una sensibilizzazione di tipo formativo attraverso convegni, incontri e dibattiti. Noi invece riteniamo che sia un’azione che può essere portata avanti senza essere in contrapposizione con la piazza. Molte realtà che compongono il comitato hanno tenuto centinaia d’incontri dalle Alpi alla Sicilia, durante i quali le persone ci hanno chiesto di dare una prova plastica del loro dissenso a questi tentativi di indottrinare i figli e distruggere la famiglia”.

Il grande assente resta Comunione e liberazione…

“Cl ha fatto un comunicato in cui prendeva le distanze. Ma ci sono tante persone che si riconoscono in questo movimento che credono che questa sia una buona battaglia e che deve essere combattuta in piazza. Anche altri aderenti di movimenti distribuiti su tutto il territorio nazionale hanno fatto la scelta di essere presenti, sicuramente Rinnovamento dello Spirito , focolari e numerosi altri”.

La piazza di sabato sarà comunque apolitica e aconfessionale…

“Quando si parla di educazione alla sessualità dei bambini si tocca un tema che non ha colore politico e confessionale. Il programma dell’evento prevede saluti da parte di numerosi rappresentati dei diversi gruppi etnici presenti in Italia e di varie organizzazioni laiche, confessionali, cristiane e di altre fedi, dal mondo islamico ed ebraico, fino alla comunità indiana dei Sikh. Saranno presenti anche i responsabili delle confessioni protestanti, compreso un gruppo di cinquecento evangelici. La bellezza della famiglia e il diritto di ogni bambino a avere un papa e una mamma uniscono tutti”.

Rispetto al Family day del 2007 la Chiesa italiana non ha ufficialmente appoggiato questo evento…

“Io considero un pregio che questa mobilitazione parta dal basso e dal mondo del laicato. Il comitato è nato appena il 2 giugno scorso ed è riuscito a mettere in piedi una così grande mobilitazione. Lei capisce quanto questo possa significare. La Chiesa comunque condivide in maniera più totale i nostri valori e numerosi vescovi, diocesi e il Pontificio consiglio della famiglia hanno “benedetto” la manifestazione. I promotori si sono fatti adulti senza essere condotti per mano dai vescovi, siamo un popolo che si muove senza il pastore pilota”.

autore / Marco Guerra
Marco Guerra
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