La parola della settimana: il piano B (anche Dio lo usò)

20 giugno 2015, Paolo Pivetti
La parola della settimana: il piano B (anche Dio lo usò)
Qualcuno dovrebbe prendersi la briga di far capire al mondo la grandezza del piano b. Non questo o quel piano b, ma il piano b come concetto, come idea salvifica che fino ad oggi ha permesso all’umanità di non estinguersi.

Facile lasciarsi cullare dalle illusioni del piano a, quello col quale si vincono le elezioni o si dà il via a grandi imprese. Prima o poi, e spesso molto presto, si finisce per ripiegare su un piano b, quello appunto che salva situazioni rese insostenibili dalla cattiveria dei cattivi, o dalle insidie della sorte, o dall’ingenua astrattezza del piano a da cui si era partiti.

Per esempio, di fronte alla pervicace sordità sul problema immigrazione messa in mostra da tutti gli Europei capeggiati dai Francesi (e qui sarebbe doveroso un omaggio postumo a quel genio di Vittorio Alfieri e al suo Misogallo), Renzi col suo noto tempismo aveva lanciato alla ribalta l’idea di un piano b. Tutti a sperare e ipotizzare: in che consisterà? Permessi più rapidi per far sì che gli immigrati possano varcare i confini? Riaccompagnamenti coatti? Blocco delle navi non italiane cariche di immigrati impedendogli di sbarcarli in Italia? Aiuti ai paesi di provenienza per sviluppare la loro economia?... 

Ma da un po’ di giorni tutto tace. Non se ne fa niente? Se invece si facesse, benvenuto sarebbe un piano b, qualsiasi esso sia, certamente migliore del piano a, che consiste nell’aspettare la carità pelosa delle altre nazioni europee, invocata con l’abusata quanto inutile e retorica richiesta di solidarietà. 

Piano b dunque, magari! Appunto, la storia è tutta fatta di piani b che hanno rimediato ai fallimenti dei piani a. Con rispetto parlando, la stessa Incarnazione di Nostro Signore Gesù Cristo fu un piano b, messo in atto dall’infinita misericordia di Dio per salvare l’umanità dopo che Adamo e la sua degna consorte avevano buttato all’aria il suo divino piano a (quello sì, unico e vero) preferendo al Paradiso Terrestre le lusinghe e le promesse contenute in una mela offerta nientemeno che da un serpente. E già dall’inizio, la pazienza di un Dio Padre così buono come certamente non lo meritiamo, aveva disseminato la storia di misericordiosi piani b: dalla costruzione dell’arca all’attraversamento del Mar Rosso, per citare esempi arcani. 

Ma se al contrario osserviamo i tempi nostri, da quando insomma prevalse nel mondo delle “idee chiare e distinte” la scelta di rifiutare i piani b dell’Onnipotente, è stata proprio l’arrogante prepotenza di razionalissimi e ideologici piani a umani a devastare la terra: devastazione così sanguinosa che è ancora ben lungi dall’essere sanata.

Per tornare ai nostri piccoli immensi problemi, cosa aspetta Renzi, cosa aspettano i politici di ogni parte? C’è una schiera di piani b da individuare e mettere in atto, per uscire dal guado epocale in cui ci troviamo.
autore / Paolo Pivetti
Paolo Pivetti
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