Brexit, Cameron non fa come Renzi: "Voto non è su di me, resto premier"

20 giugno 2016 ore 7:44, Andrea De Angelis
Cameron non fa come Renzi. Anzi, sembra andare nella direzione decisamente opposta. Il motivo? Semplice. Questo referendum l'ha voluto, l'ha "concesso" (verbo non esatto, forse, ma che rende bene l'idea) e ora rischia di vederselo ritorcere contro. Dunque, stando ai recenti sondaggi, meglio non mettere in gioco la propria poltrona. 

Il premier David Cameron aveva promesso di indire un referendum per dare al popolo voce su una questione che da decenni divide il partito conservatore e che più di recente ha portato al successo di Ukip, il partito anti-Ue e anti-immigrazione. Dando ai cittadini britannici la possibilità di esprimere la loro opinione sulla Ue per la prima volta dal 1975, quando avevano votato a favore di quella che allora era la Comunità europea, Cameron sperava di placare gli euroscettici nel suo partito. Invece le divisioni si sono accentuate anche all'interno del Governo, con ministri schierati su fronti opposti.
Così oggi Cameron è chiaro. In un'intervista al 'The Times' il premier britannico ha dichiarato: "Semplicemente andrò avanti con il mio lavoro. Ho ricevuto un chiaro mandato dai cittadini britannici per rivestire l'incarico di primo ministro in un governo conservatore, e fare svolgere un referendum". In caso di un voto favorevole alla Brexit, ha spiegato rispondendo alla domanda se intendesse comunque restare, ha risposto "Sì. Credo che le carriere individuali, dei singoli politici non debbano legarsi a questa questione". Il premier ha quindi detto di sentirsi "responsabile, nel senso che questo è un referendum che io ho promesso e che io sto facendo svolgere". Ma, ha tenuto a sottolineare, "non sarà un verdetto su di me, qualunque sia l'esito". "E' un verdetto sul tema, ma io tengo molto al tema".
Gli elettori il 23 giugno dovranno rispondere alla domanda: "La Gran Bretagna dovrebbe restare membro dell'Unione Europea o lasciare l'Unione Europea?". Possono votare tutti i cittadini britannici, irlandesi o dei Paesi del Commonwealth che hanno la residenza in Gran Bretagna, ma non i residenti cittadini di altri Paesi Ue. Non è prevista un'affluenza minima, e vincerà la parte che ottiene anche un solo voto più dell'altra.

Brexit, Cameron non fa come Renzi: 'Voto non è su di me, resto premier'
Ma cosa ha detto Renzi invece in merito alla consultazione costituzionale del prossimo autunno? "Se perdo il referendum non solo vado a casa, ma smetto di fare politica". Renzi,a Repubblica tv, confermò la volontà di "giocarsi tutto" nella battaglia per il sì al referendum sulle riforme costituzionali che si terrà ad ottobre già lo scorso 12 gennaio. Il concetto si ripete poco dopo quando gli venne chiesto se non c'era il rischio che il referendum sulla riforma costituzionale si trasformasse in una consultazione pro o contro Renzi. "Il rischio c'è, ma la riforma costituzionale deve essere votata sul Senato, sulle regioni, sul funzionamento della democrazia e non su di me. Poi io è chiaro che devo trarre le conseguenze se non ce la facciamo e vada a casa", rispose Renzi il 13 aprile. Non c'è due senza tre, come proverbio insegna. "La rottamazione non vale solo quando si voleva noi: se non riesco vado a casa. Dunque è essenziale che ognuno di voi si prenda un pezzettino e da domenica 15 maggio pubblicheremo come fare". Così il 2 maggio, nel lanciare la campagna per il sì al referendum. 
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]