Robot russo scappa dal laboratorio, ma forse è solo pubblicità [VIDEO]

20 giugno 2016 ore 8:45, Andrea De Angelis
Avevamo appena finito di raccontarvi del primo robot capace di decidere se ferire o meno l'uomo, che la cronaca ci presenta un altro fatto che entra nella storia trattandosi, giustappunto, di una prima volta

Parliamo di un androide ritrovato per strada, come può capitare con un animale domestico sfuggito dal controllo del padrone. Fermo, lì, perché "si sono scaricate le batterie". Ci troviamo a Perm, in Russia, e a spiegare l'accaduto è Oleg Kivokurtsev, co-fondatore della compagnia Promobot che si appresta a lanciare dopo l'estate la nuova generazione di robot V3. 
Kivokurtsev al Washington Post ha rivelato come "il robot stava apprendendo gli algoritmi per il movimento automatico", quando l’ingegnere del laboratorio in cui erano in corso i test ha dimenticato una porta aperta. Insomma, un incidente dovuto alla distrazione, ma non tutti credono a questa versione. 
Secondo altri, infatti, si potrebbe trattare di una clamorosa dimostrazione pubblicitaria. I robot, che verranno utilizzati secondo le prime indiscrezioni anche per interagire con gli uomini nei centri commerciali, avrebbero ottenuto così una vetrina internazionale clamorosa, migliore di qualsiasi altro lancio pubblicitario. 
 

 

Una cosa è certa: le novità sono all'ordine del giorno. Come detto la scorsa settimana per la prima volta è stato costruito un robot che viola la sua "prima legge della robotica", quella che afferma che un robot non può fare del male ad un essere umano. 
A costruirlo è stato Alexander Reben, un ingegnere dell'università di Berkeley che però si definisce anche artista, oltre che esperto di robotica. Il suo dispositivo può scegliere se pungere o no un dito provocando una piccola ferita. Il robot consiste in un braccio meccanico e una piattaforma su cui l'utente deve mettere il dito. L'intelligenza artificiale decide arbitrariamente se far partire un ago che punge il dito, al di là di ciò che voglia o desideri l'uomo in quel momento. 
Il fine è quello di svegliare le coscienze, creare una discussione sulle intelligenze artificiali sempre più evolute e sui rischi ad esse connessi. 
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