Comunali, Cacciari: “Logica di Renzi quella dell'OK Corral, incapace di cambiare. Salto d'epoca non compreso"

20 giugno 2016 ore 12:47, Lucia Bigozzi
“Renzi a voglia a dire Roma e Torino… C’è un’avanzata dei 5S assolutamente generalizzata che se proiettata su scala nazionale per le politiche, significherebbe quello che ormai da molto tempo è evidente, cioè una vittoria dei 5S al ballottaggio per le politiche”. Netta l’analisi post-voto di Massimo Cacciari, filosofo che nella conversazione con Intelligonews, delinea scenari e prospettive per Renzi e il Pd. 

Renzi ammette la sconfitta netta solo a Roma e Torino. Come valuta le sue dichiarazioni post-voto?

"Cosa vuol dire sconfitta netta solo a Roma e Torino? C’è un’avanzata dei 5S assolutamente generalizzata che se proiettata su scala nazionale per le politiche, significherebbe quello che ormai da molto tempo è evidente, cioè una vittoria dei 5S al ballottaggio. Quindi, a voglia Renzi a dire Roma e Torino. Certo, Milano come ho detto infinite volte era la prova del fuoco e la catastrofe è stata evitata, ma per il resto, vediamo Merola che ha dimezzato il distacco a Bologna, Torino in rovesciamento netto, la perdita di Grosseto, leggermente compensata dalla vittoria a Varese che è importante perché dimostra la non irresistibilità di Salvini. Però, nel complesso e proiettata sul piano nazionale è evidente che è una svolta che potrebbe risultare decisiva per Renzi. Ma al di là di queste valutazioni che è puro politichese, c’è una cosa che trovo pazzesca…".

Comunali, Cacciari: “Logica di Renzi quella dell'OK Corral, incapace di cambiare. Salto d'epoca non compreso'
Quale?

"E’ che si valuti questo risultato soltanto in base a schemi politicistici; è evidente che il Pd – come vado ripetendo da anni – non è un partito, si è organizzato solo intorno a una leadership più o meno carismatica e attorno a una persona, esattamente come il centrodestra organizzato attorno a Berlusconi. E’ la perfetta imitazione dello schema berlusconiano. Questo fa sì che non ci sia una forza a livello locale, che non ci sia una classe dirigente locale, che non ci siano altro che ‘yes man’ attorno al capo ed io vecchi come Fassino, per quanto onorevoli, tirano ma non possono attrarre il voto giovanile, i ceti più disagiati, che soffrono maggiormente la crisi". 

Da questo punto di vista, lei si aspetta un cambio di rotta da Renzi? Insomma, il nuovo Renzi sarà…?

"No, Renzi è incapace di cambiare rotta, è antropologicamente un’altra cosa. E’ la sua forza ed è la sua debolezza. E andrà al referendum e lì o salta o passa; eppoi si vedrà alle politiche come andrà. Certo, una vittoria sua al referendum sarebbe una vittoria soltanto sua che indebolirebbe moltissimo anche l’avanzata dei 5S. La logica di Renzi è quella dell’Ok Corral".

A chi dice che è quello che ha vinto è un voto di protesta cosa risponde? Non sarà che ormai più che di protesta, è un voto alla proposta? 

"Dico che è un povero stupido che non capisce le trasformazioni sociali del Paese, come non le ha capite il centrosinistra, come non le ha capite l’Ulivo per 20 anni e non ha capito che ci sono centomila motivi per protestare, ma ormai non è più solo la protesta come non è per Podemos in Spagna, come non era stato per Tsipras in Grecia come non lo è neanche per la Le Pen in Francia, mutatis mutandis. Sono una intollerabilità dei vecchi establishment europei di centrosinistra e di centrodestra".

Buttando un occhio al centrodestra, il ‘modello Milano’ con la coalizione unita e un buon candidato non ha sfondato. Più in generale cosa non va e cosa non capiscono i dirigenti dei vecchi partiti?

"Non hanno risposte ai drammi di questo secolo, non hanno risposte al dramma della disoccupazione, ai grandi drammi internazionali; l’Europa assente nella geopolitica, quindi mancanza di autorevolezza, credibilità, legittimazione. Non sono riusciti ad affrontare il salto d’epoca con la fine della terza guerra mondiale, la caduta dei muri, il cambiamento generazionale se non nei termini del ‘cerchiamo il capo’… e in termini pseudo-mediatici e demagogico-populistici. Renzi in parte è diverso da questa storia e questo spiega il suo successo, perché Renzi quandi si è affermato, lo ha fatto in chiave grillina. Cosa è Renzi se non una variante della rottamazione? Renzi resiste perché è letto da buona parte dell’elettorato ancora in chiave rottamazione; quindi anche in chiave protesta eccetera. Ogni giorno che governa di più e non governa bene dando risposte efficaci ai problemi strategici del Paese, viene ogni giorno più letto come membro dell’establishment, e ogni giorno perde voti. Questa è la prospettiva drammatica, per cui alle politiche andrà al ballottaggio coi 5S e perderà". 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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