Comunali, Bianconi: “Sconfitti i due Matteo. Uno è il ‘bulletto’ del bar dello sport, l'altro non sfonda a Milano"

20 giugno 2016 ore 16:03, Lucia Bigozzi
“Renzi ha perso battaglie troppo importanti e questo ridimensiona la sua corsa verso l’infinito”. Non usa giri di parole, Maurizio Bianconi, parlamentare ex Pdl oggi nelle file (fittiane) dei Conservatori e Riformisti, forte anche della sua toscanità e della battuta sempre pronta che usa per analizzare gli scenari post-voto con Intelligonews. 

Renzi ammette la sconfitta netta solo a Roma e Torino. Come valuta le sue dichiarazioni post-voto?

"Lui non ha perso mai… è sempre il solito, è il ‘bulletto’ del bar dello sport. I segnali sono contro ‘il potere costituito’: dove c’era Renzi hanno vinto gli altri; dove c’erano quelli di destra hanno vinto quelli di sinistra come a Latina; la Lega ha perso Varese, quindi chi aveva il pallino in mano ha perso le amministrazioni, questo è il dato. Poi c’è un dato più specifico su Renzi…".

Quale?

"Ha perso battaglie troppo importanti e questo ridimensiona la sua corsa verso l’infinito; il punto è che non si sa dove è il suo infinito; bisogna si fermi un pochino e guardi quello che ha promesso e quello che non ha ottenuto".

A chi dice che è quello che ha vinto è un voto di protesta cosa risponde? Non sarà che ormai più che di protesta, è un voto alla proposta? 

"No. La gente non ne può più e vota contro. Ora vediamo se i 5Stelle sono capaci di governare, però il voto è nettamente un voto contrario: resta un voto di giramento di p…e, ed è cosa diversa dal voto di protesta che poi avvisa: fate bene che vi si ridà il voto; mentre qui la gente ha tagliato del tutto i cordoni ombelicali". 

C’è chi sostiene che a Torino più che Fassino ha perso Renzi che però ha vinto a Milano. C’è qualcosa che non torna? 

"Sono sciocchezze. A Torino più che altrove ha vinto il voto contro perché Fassino non aveva s-governato ed è un politico attendibile. Anche l’Appendino è molto brava però c’è proprio la voglia di cambiamento".

Comunali, Bianconi: “Sconfitti i due Matteo. Uno è il ‘bulletto’ del bar dello sport, l'altro non sfonda a Milano'
E allora perché a Milano ha vinto Renzi con Sala?

"Lì è una storia diversa: c’erano due manager chiamati alla bisogna, che c’entrano poco con la politica; praticamente erano un liberale di centro e un liberale di destra… direi Malagodi e Zanone che erano uguali, non vinceva e non perdeva nessuno. Mi sembra che se c’è uno sconfitto a Milano è Salvini che prende solo il 10 per cento, altro sconfitto è Pisapia che verrebbe da dire ‘Pisapia tutte le feste le porta via…’, nel senso che non ha poi difeso la sua amministrazione, questo è il punto".  

Perché il “modello Milano” di un centrodestra unito e compatto non ha sfondato? 

"Tutti uniti a giocare a palla… (sorride, ndr). Vi siete dimenticati che a Milano tengono la Regione tutti insieme e che esiste un rito ambrosiano che niente ha a che vedere col centrodestra nazionale? Era una specificità milanese, io con Lupi non ho niente da spartire; invece a Milano erano tutti dalla stessa parte". 

Leggendo il voto più in generale: cosa non hanno capito i vecchi partiti e i loro dirigenti? Cosa non va?

"Non sono i dirigenti di partiti vecchi; qui c’è Renzi, la sinistra del Pd, i rimasugli di Fi e una destra che non riesce ad aggregare, finito, non ci sono partiti. C’è una classe che tenta di sopravvivere ma la gente vuole fare pulizia". 

Cosa c’è da aspettarsi da Renzi, un cambio di rotta e come? Insomma: il nuovo Renzi sarà…?

"Chiedetelo a lui... Per me è incapace di cambiare: è come quelle biciclette che hanno la ruota fissa, o pedalano in un certo modo o non vanno avanti. Diciamo che per Renzi non esistono più le mezze stagioni perché questo è un suo limite, grosso". 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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