Incremento di rifugiati in Italia, 65 milioni metà bambini per l'Unchr

20 giugno 2016 ore 16:32, intelligo
"Le persone costrette alla fuga nel 2015 sono state 65 milioni, contro i 59 del 2014. Si tratta di 24 ogni minuto. Complessivamente è un numero maggiore di quello dell'intera popolazione di Francia o Regno Unito o della stessa Italia. E la metà sono bambini". I numeri drammatici sono del delegato dell'Unhcr (l'Agenzia dell'Onu per i rifugiati) per il sud Europa, Stephane Jaquemet, che ha aperto i lavori della giornata mondiale del rifugiato che si è tenuta a Firenze a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione.
E nel 2016? 47.873 migranti per il ministero dell'Interno sono sbarcati sulle coste italiane in soli 6 mesi e già risultano 8000 profughi arrivati solo in Emilia-Romagna, richiedenti o titolari di protezione internazionale o umanitaria.
Si tratta praticamente del 6,62% dei 122 mila presenti nel nostro Paese. Molti i minori (782 maschi e 51 femmine) sul totale di 11.434 accolti in Italia. 

Incremento di rifugiati in Italia, 65 milioni metà bambini per l'Unchr
Per l'assessore al Welfare dell'Emilia Romagna Elisabetta Gualmini "è la terra dell'accoglienza responsabile e della solidarietà. Siamo convinti che solo lo scambio e l'unione tra i diversi popoli possano proiettarci verso un futuro migliore e una società più aperta e plurale".

Tornando all'Unchr negli ultimi 5 anni c'è stato un incremento esponenziale nel loro numero  - riflette la Jaquemet - a causa delle crisi che durano più a lungo, penso a quelle in Somalia e Afghanistan iniziate trenta e quaranta anni fa, e per la maggiore frequenza con cui si verificano".
Ma l'Italia ha concluso Jaquemet, "ha prodotto numerosi progressi anche sul versante dell'accoglienza, ospitando in questo momento oltre 115.000 profughi, un numero 5 volte superiore a quello di due anni e mezzo fa: uno sforzo significativo che è giusto sottolineare ma che deve essere affiancato da quello di rendere gli standard qualitativi di accoglienza soddisfacenti ed omogenei in tutto il Paese, rafforzando le procedure di monitoraggio, coinvolgendo i Comuni nel sistema di accoglienza e migliorando quella dei minori non accompagnati".
autore / intelligo
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