Comunali, Geloni: “Plateale smentita della linea di Renzi. O cambia musica o ne arriveranno altre"

20 giugno 2016 ore 16:50, Lucia Bigozzi
“Il risultato elettorale è una plateale smentita della linea di Renzi”. Va dritta al punto, anzi al voto (amministrativo) Chiara Geloni, giornalista, esperta delle dinamiche dem, che con Intelligonews analizza cosa è successo dentro le urne e cosa Renzi e il Pd a trazione renziana hanno “toppato”… 

Renzi ammette la sconfitta netta solo a Roma e Torino. Come valuta le sue dichiarazioni post-voto?

"C’è poco da valutare… a me risulta che su 19 sindaci del Pd uscenti oggi ce ne sono 8; quindi il Pd ha più che dimezzato il numero dei sindaci, avendo anche al primo turno perso circa 200mila voti, se poi uno vuol dire che ha perso solo Roma e Torino sono affari suoi ma io credo che il risultato sia un altro e basta guardare la cartina dell’Italia oggi per vedere come è andato il voto".

E qual è per lei il vero dato politico che emerge dal voto?

"Il dato è che il risultato elettorale è una plateale smentita della linea di Renzi. Per linea di Renzi intendo la convinzione che si potesse fare il leader del Pd e governare snobbando la sinistra, le sue parole d’ordine, la sua storia e anche molti dei contenuti di un partito di sinistra, dando per scontato che i voti di sinistra sarebbero rimasti e che ne sarebbero arrivati di nuovi da destra, svuotando di fatto un centrodestra che senza Berlusconi sarebbe stato ridimensionato. Questo non è avvenuto e non avviene: il Pd perde voti a sinistra di elettori che non sono elettori della sinistra radicale ma che erano elettori dell’Ulivo ai quali piaceva Prodi, non Bertinotti. Questi elettori non votano più Pd e nell’insoddisfazione per il Pd a volte preferiscono o rimanere a casa o addirittura votare il Movimento 5S".

A questo proposito, c’è chi dice che è quello che ha vinto è un voto di protesta cosa risponde? Non sarà che ormai più che di protesta, è un voto alla proposta? 

"Mi sembra un po’ troppo affrettato definirlo voto di protesta per due motivi. Il primo è che il Movimento 5S sta cambiando; dal 2013 a oggi ha subìto un’evoluzione: se nel 2013 era soprattutto i comizi di Grillo in piazza, oggi è anche un volto femminile, giovane, positivo come quello di Chiara Appendino e Virginia Raggi, senza volerle esaltare oltremisura ma sono due figure che si sono mosse autonomamente sulla scena senza bisogno di mettersi sotto l’ala protettiva di Grillo e dei suoi discutibili slogan tipo ‘Vaffa…’ . Il secondo motivo è che qualche volta è un voto di consapevole volontà di considerare insufficiente o inadeguata la proposta di Renzi, del governo del Pd; un voto che segnala che la narrazione, lo storytelling del governo e del partito che dicono che tutto va bene, che l’Italia riparte non è vera perché ci sono aree del Paese in cui non si vive bene. Questa a me non sembra una protesta, mi sembra un voto politico piuttosto esplicito".

C’è chi sostiene che a Torino più che Fassino ha perso Renzi che però ha vinto a Milano. Perchè? Qual è la dinamica?

"Per quanto riguarda Milano io prendo atto solo di una cosa: Sala ha passato tutta la campagna elettorale a dire io sono di sinistra, ma soprattutto ha passato gli ultimi quindici giorni a dire io non sono renziano; quindi mi sembra difficile che Renzi possa considerarlo un candidato che ha vinto grazie a lui. Per quanto riguarda Fassino, tutti dicono che ha governato bene a Torino, quindi io non credo che abbia perso perché non ha governato efficacemente, probabilmente come lui ha detto, ci sono dei fattori politici anche nazionali che hanno influito sul risultato". 

Cosa c’è da aspettarsi da Renzi, un cambio di rotta e come? Insomma: il nuovo Renzi sarà…?

"Non lo so… (sorride, ndr); questa è la vera domanda di oggi perché il bravo musicista dimostra di essere tale se sa suonare anche delle musiche diverse da quelle che suona di solito. Il bravo politico adatta la sua strategia alla realtà, alle circostanze politiche nelle quali si trova a operare. Renzi finora ha suonato uno spartito solo: se sa suonare anche una musica diversa è il momento di farlo; se invece sa suonare solo la musica che ha suonato finora io penso che andrà incontro a qualche altra smentita".  
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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