Avellino, licenziati senza preavviso furbetti del "dito medio" all'Asl

20 giugno 2016 ore 23:59, Americo Mascarucci
Pugno duro dell'Asl di Avellino contro i "furbetti del cartellino".
Sono stati disposti infatti 7 licenziamenti senza preavviso per altrettanti dipendenti finiti nell'inchiesta coordinata dalla Procura del capoluogo irpino e condotta dagli investigatori della Squadra Mobile avellinese. 
La misura è scattata dopo i risultati dell’indagine della Procura, fondata soprattutto su filmati delle telecamere di video sorveglianza collocate dagli investigatori. 
I 7 dipendenti licenziati sarebbero stati ripresi ripetutamente mentre, dopo aver timbrato il cartellino per loro e per altri colleghi, si allontanavano dalle strutture sanitarie e andavano ad occuparsi di questioni non attinenti l'ufficio.
Uno di questi addirittura è stato filmato mentre mostrava il dito medio alla telecamera in gesto di sfida e quasi a rivendicare una presunta impunità. 
Il caso esplose il 16 marzo scorso e vede indagati complessivamente 21 dipendenti. I licenziamenti sono stati annunciati dal commissario della Asl, Mario Vittorio Ferrante, e già notificati ai sette dipendenti tra infermieri e impiegati amministrativi. 
"L'indagine interna all'Asl – ha spiegato Ferrante  -viaggia in parallelo con quella della Procura, porterà i suoi risultati definitivi entro la prima decade di luglio”. L'auspicio del commissario è che comunque "i licenziamenti si fermino qui e ci siano solo delle sanzioni, differite e graduali secondo i casi".

Avellino, licenziati senza preavviso furbetti del 'dito medio' all'Asl
I lavoratori licenziati tuttavia non sembrano affatto intenzionati a restare con le mani in mano subendo passivamente la decisuone dell’Asl
L'avvocato Giacomo Dello Russo, che assiste tre delle persone raggiunte da licenziamento immediato sostiene "non ci sia stata proporzionalità della sanzione rispetto ai fatti che vengono contestati e che fanno riferimento a indagini della Procura non ancora concluse, per cui le reali responsabilità di ognuno saranno accertate soltanto in fase dibattimentale".
Il legale quindi annuncia "il ricorso d'urgenza al Giudice del Lavoro per il reintegro, perché il procedimento disciplinare non è stato regolarmente eseguito. In prima convocazione - dichiara ancora l'avvocato - ci è stato detto che si trattava degli episodi contestati dalla Procura, in seconda la documentazione a disposizione era comunque quella della magistratura senza però contestare il fatto specifico che viene menzionato solo nel provvedimento disciplinare".

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