Caso Crocetta, Geloni: "Come Roma e Milano problemi creati dal Pd. Sta mancando una guida politica"

20 luglio 2015, Lucia Bigozzi
Caso Crocetta, Geloni: 'Come Roma e Milano problemi creati dal Pd. Sta mancando una guida politica'
“Renzi in difficoltà punta sulla comunicazione per cambiare l’agenda. L’annuncio sulle tasse è molto berlusconiano ma la narrazione non po’ convincente perché troppo distante dalla realtà e dalle persone”. E’ l’analisi sul piano giornalistico e dei contenuti che Chiara Geloni, giornalista ed ex direttore di YouDem, tratteggia nella conversazione con Intelligonews che allarga al caso Crocetta. 

Da giornalista come legge la strategia comunicativa del premier, dalle tasse alla foto con Scalfarotto e dunque il riferimento alle unioni civili? Renzi è in difficoltà?

«Renzi è bravissimo a comunicare, probabilmente è il più bravo di tutti in questo momento e dedica molta attenzione a questo aspetto. Era un po’ in difficoltà e certamente sono state mosse efficaci per cambiare l’agenda e se si leggono i giornali di ieri e di oggi sono dedicati alla sua proposta, anche se c’è un po’ di complicità dei giorni perchè viene esaminata come quasi fosse già realizzata, cosa che non è»

Ma è una comunicazione convincente? 

«Secondo me non moltissimo: penso che un governo che mette troppa distanza tra la sua narrazione e la realtà, quindi fa un racconto troppo lontano dalla verità della vita delle persone e dei fatti concreti che l’esecutivo riesce a realizzare, secondo me rischia grosso. E questa è la difficoltà di Renzi di cui parlavo prima; una difficoltà che resta, non si risolve certo con un episodio come l’annuncio della riduzione delle tasse»

Sul tema specifico delle tasse molti osservatori hanno paragonato quello di Renzi allo stile comunicativo di Berlusconi. Da addetta ai lavori lei cosa pensa? E’ davvero così?

«Lo stile è molto berlusconiano anche per il contenuto perché la proposta di ridurre le tasse e in particolare l’abolizione della tassa sulla prima casa, è un cavallo di battaglia di Berlusconi. Non solo, lo stile è simile anche nella forma, ovvero l’annuncio di un provvedimento che punta a spiazzare chi ascolta; che non viene discusso in nessun aspetto all’interno della sede di partito o nel Consiglio dei ministri. La comunicazione è essa stessa l’obiettivo e la riunione politica diventa l’occasione per fare comunicazione, non per discutere il provvedimento: questa è la classica mossa berlusconiana del leader che parla direttamente al popolo senza la mediazione del partito e in questo caso dei partiti, perché Renzi è anche leader di un governo di coalizione. Sì, ripeto, è un modo di comunicazione molto berlusconiano; la struttura dell’assemblea del Pd, che è un appuntamento statutario, sta diventando la seguente, come avvenuto sabato: la riunione è convocata per le 10 di mattina, Renzi si fa attendere un’ora e mezzo, poi parla per un’ora e mezzo quindi si indicono le votazioni - all’ordine del giorno c’era una piccola modifica allo statuto -, come a dire: chi vuole vota e poi può andarsene. A quel punto il dibattito si svolge in una sala che va svuotandosi e non segue la replica del segretario; quindi un dibattito totalmente sganciato dai contenuti»

Caso Crocetta: che idea si è fatta, come andrà a finire e qual è il ruolo di Renzi?

«L’assemblea del Pd si è distinta anche per il totale oscuramento, il totale silenzio del partito sugli innumerevoli problemi territoriali, organizzativi e politici, di rapporto con gli eletti che in questo momento dovrebbero essere oggetto di attenzione da parte del Pd. Lei ha nominato la vicenda Crocetta ma io potrei citare Roma, Milano ma anche il caso della sindaca di Molfetta che di fatto, è stata sfiduciata dal Pd per ragioni di posizionamento politico di alcuni assessori della sua giunta. Episodi come questi sono innumerevoli e Renzi li ha oscurati con la sua comunicazione come premier. Credo che in questa fase al Pd manchi una guida politica e la volontà politica di affrontare i problemi che ci sono e che non sempre sono tali per colpa di Renzi, ma che comunque a volte sono creati dal Pd»

E sul governatore della Sicilia?

«Crocetta è un caso grave e complesso. Lei mi chiede che idea mi sono fatta ma io faccio fatica a farmela: ho sentito cose molto inquietanti e molta inquietudine di una realtà complessa come quella siciliana. Credo che quello che dovrebbe essere l’oggetto vero del cosiddetto caso Crocetta, noi non lo conosciamo. Non è l’intercettazione o il presunto silenzio del presidente della Regione sulla frase che forse non ha sentito; ho paura che ci sia altro e che non abbiamo ancora conoscenza di ciò che realmente sta succedendo in Sicilia»

Crocetta però ha rotto il silenzio lanciando una sfida aperta al Pd, dicendo se mi vogliono cacciare mi sfiducino in Aula io non mi dimetto. E’così?

«Da questo punto di vista potrebbe varee ragione nel senso che se si vuole far cadere una giunta in partito di assume la responsabilità di sfiduciarlo. Io non riesco a parlare di questo caso essendo colpita e turbata non tanto dalla vera o finta intercettazione che ancora non abbiamo capito se esiste e se quella frase Crocetta l’abbia sentita oppure no; io sono molto colpita dalle parole di Manfredi Borsellino, una voce che non può essere ignorata proprio perché i Borsellino sono persone che non hanno mai usato questo tipo di linguaggio che ho sentito l’altro giorno e non so dimenticare il gesto del presidente Mattarella successivo a quelle parole. Mi chiedo rispettosamente, che cosa non so di questa vicenda»
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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