Hacking Team e lo spionaggio col drone

20 luglio 2015, Americo Mascarucci
Hacking Team e lo spionaggio col drone
Non si arresta la diffusione di notizie riservate da parte di WikiLeaks, il sito web che grazie a sofisticati sistemi di cattura delle informazioni riesce ad entrare in possesso di documenti segreti di governi, banche, industrie e apparati militari.

Informazioni che una volta rese pubbliche hanno seriamente rischiato di mettere in crisi relazioni internazionali e operazioni militari di una certa rilevanza. Stavolta WikiLeaks fa sapere che Hacking Team, società IT con sede a Milano che vende servizi di intrusione offensiva e sorveglianza a governi ed organi di polizia, avrebbe trattato con Insitu, sussidiaria di Boeing specializzata in droni tra cui gli 'ScanEagle' e i 'Blackjack' usati dalla marina militare Usa, la dotazione nei droni di un dispositivo capace di iniettare software spia in pc e cellulari sfruttando le reti wi-fi. Ad Hacking Team e al suo tentativo di raggiungere lo scopo si legherebbe anche il suicidio di uno 007 sudcoreano, che in un biglietto nega di aver usato spyware sui cittadini.

In oltre un milione di email di hacking Team rivelate da WikiLeaks, quella in oggetto vedrebbe Insitu contattare Emad Shehata della società italiana il 6 aprile scorso, spiegando di "vedere un potenziale nell'integrazione della capacità di hackeraggio via wi-fi in un sistema aereo". 

Le trattative, in fase iniziale si sarebbero bloccate nei mesi seguenti per mancanza di un'intesa sugli accordi di non divulgazione aziendale. Il nome di Hacking Team, nel frattempo, aleggia sull'apparente caso di suicidio di uno 007 della National Intelligence Service, l'agenzia di spionaggio sudcoreana. Come riportato dall'AP e dal New York Times, il 46enne è stato trovato morto sabato scorso nella sua auto, vicino Seoul. 

Accanto al corpo, ha rivelato la polizia locale, è stato rinvenuto un biglietto in cui l'uomo nega che il suo team ha usato software spia per spiare cittadini e politici.

Il Nis la settimana scorsa aveva ammesso di aver comprato software da Hacking Team nel 2012, sottolineando però di averlo usato solo per monitorare gli 007 della Corea del Nord.

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