Caso Crocetta, Nuti (5S): “Se è un golpe non lo so, ma è la guerra tra i vari personaggi del Pd"

20 luglio 2015, Lucia Bigozzi
Caso Crocetta, Nuti (5S): “Se è un golpe non lo so, ma è la guerra tra i vari personaggi del Pd'
“In Sicilia non è solo Crocetta a dover andare a casa ma tutto il Pd che non si deve ripresentare alle urne”. Tranchant l’analisi di Riccardo Nuti nella doppia ‘veste’ di giovane siciliano e parlamentare 5S sul caso che sta dilaniando il Pd locale e nazionale. Nella conversazione con Intelligonews spiega perché…

La senatrice dem Puppato pone l’accento sulla necessità di interrogarsi sul fallimento politico di Crocetta. Secondo lei può essere un valido motivo per ‘dimissionarlo’? Lei che previsioni fa per la seduta di domani dell’Ars?

«Questo è un valido motivo per far fuori politicamente non solo Crocetta ma tutto il Pd. Di fatto, è un’ammissione di incapacità amministrativa che coinvolge Crocetta e tutto il suo partito che in Sicilia non deve proprio ricandidarsi. Adesso non possono fare il gioco che trovano un’altra foglia di fico, perché sono gli stessi personaggi di sempre che fanno schifezze a danno dei cittadini»

Resta il fatto che – criticabile o meno – Crocetta è stato eletto democraticamente dai siciliani. Le chiedo: si può decidere si sfiduciarlo perché ritenuto non all’altezza del compito? E se vale per Crocetta, vale anche per Marino a Roma? 

«Esattamente. Questa è la dimostrazione che non esiste un motivo politico perché i disastri del Pd in Sicilia si sono visti con la giunta Crocetta ma anche con i precedenti governi, ad esempio quello di Lombardo del quale il Pd era alleato. In almeno dieci anni e dopo tutti i disastri che si sono verificati, il Pd non ha detto niente. Quello che sta accadendo è tale più per una lite tra le varie correnti del partito di Renzi, che per merito o demerito dell’azione politica in sé. Da parte degli esponenti del Pd, locali e nazionali, non c’è alcun esame sui risultati conseguiti ma tutto ruota attorno a una resa dei conti. Se la logica del Pd deve valere per Crocetta, dovrebbe valere anche per Marino a Roma e perfino per lo stesso Renzi, senza dimenticare la Calabria a lungo governata dal Pd»

Crocetta dice che non si dimette, sfida il Pd e usa le parole-chiavi: complotto e golpe. E’ così?

«Se vi sia un golpe non lo so; quello che mi sembra verosimile è la guerra tra i vari personaggi del Pd per interessi che nulla hanno a che fare con la politica e soprattutto con il bene dei cittadini. E in tutta questa vicenda, a rimetterci sono sempre e solo i siciliani onesti a causa di giochi di potere fatti sulla loro testa. E comunque, Crocetta non può dire di non sapere chi sono i personaggi con cui si è alleato, ha dialogato, quelli insomma che stanno nella sua maggioranza»

Lei è un giovane parlamentare siciliano: che effetto le hanno fatto le parole durissime di Manfredi Borsellino?

«Sono parole umanamente comprensibili; resta il fatto che sua sorella, visto che ha detto di parlare anche per suo conto, per tre anni è rimasta a fare l’assessore regionale e prima aveva un ruolo dirigenziale nella sanità siciliana. Non capisco come possa aver accettato di fare l’assessore nel contesto di una maggioranza dove ci sono alcuni personaggi poco trasparenti, sul conto dei quali c’è il sospetto del voto di scambio. La mia domanda è: ma perché le persone che hanno un cognome come il suo – ce ne sono stati in passato, ce ne sono oggi e ce ne saranno in futuro – si mettono in contesti amministrativi dove ci sono persone opposte a loro che, invece, dovrebbero essere cacciate per quello che hanno combinato?».

Sì ma Lucia Borsellino non a caso si è dimessa. 

«Certo, ma lo ha fatto dopo tre anni di fatto legittimando politicamente questa maggioranza. Lei doveva rifiutare di stare in una maggioranza con chi è incompatibile con il bene dei siciliani. Invece, probabilmente per cercare di fare qualcosa, di aiutare i siciliani, alla fine accade che si sta in contesti dove operano certi nomi e a quel punto poi non ci si può lamentare se non cambia nulla»

Da siciliano: come andrà a finire la vicenda Crocetta? Passo indietro o passo avanti? La Serracchiani parla di situazione “insostenibile”. 

«Credo che appena troveranno un modo per chiudere la vicenda decideranno. Il punto è che c’è un grande mare di ipocrisia perché c’è gente che non sa niente della politica siciliana e fa finta di non sapere della politica del Pd dove quasi ne arrestano uno al giorno, come accaduto recentemente in Calabria con alcuni assessori finiti ai domiciliari. Per non parlare di Roma dove abbiamo visto cosa è successo. Alla Serracchiani vorrei chiedere: ma qual è la situazione insostenibile di cui parla? Quella siciliana o quella di esponenti del suo partito incompatibili con un Paese civile?».


autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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