Marracash e Gué Pequeno contro i ragazzini "tutto soldi e fama": "Il rap è altro"

20 luglio 2016 ore 15:50, Lucia Bigozzi
“Il rap è una cosa seria”. E’ la lezione altrettanto seria di Marracash e Gué Pequeno, protagonisti della cover story del nuovo numero di Rolling Stone. Rapper con mestiere sulle spalle, tanto che per la terza settimana consecutiva hanno scalato le classifiche con “Santeria”. E oggi non fanno sconti a chi pensa di far soldi col rap senza “testa e cuore”. Marra e Gué in un’intervista a un quotidiano online difendono e rivendicano la serietà del genere musicale e del frutto del loro lavoro che non si crea dal nulla. Criticano “il sistema Italia” testato solo in view su YouTube. Con “Santeria” hanno unito le forze per combattere – raccontano – il piano inclinato del rap italiano. 

Marracash e Gué Pequeno contro i ragazzini 'tutto soldi e fama': 'Il rap è altro'
Noi abbiamo iniziato a suonare in un’epoca in cui non c’era neppure il sogno di farci i soldi con il rap, e il rap dovevi amarlo fino al midollo, con tutto te stesso” spiega Marra che aggiunge: “Gente come Fabri Fibra, gli ex Co’Sang, si vivono la musica con una visceralità, con una sofferenza che i ragazzi di oggi non hanno. La maggior parte di loro pensa solo ai soldi. Io, quando facevo musica, volevo essere libero. Alla musica chiedevo di liberarmi dal lavoro. Avevo anche la smania di far soldi, chiaro, di prendermi una rivincita sulla scuola, sul quartiere, sui miei”. Invece le nuove leve, per il rapper sono disposte “ad assoggettarsi pur di essere famosi. Sono passati per le nostre etichette indipendenti, per i nostri featuring. Li abbiamo cresciuti noi”. Gué Pequeno integra il ragionamento quando si definisce “uno che ha sempre detto di voler fare soldi. La mia carriera è piena di errori, di aspetti controversi. Non voglio neppure fare troppo la morale, ma è giusto mettere qualche puntino sulle i. Non lo dico da rosicone. Il nostro è un disco orgoglioso. Siamo comunque due che vendono, due vincenti”. Poi la chiosa che serve da “lezione” u po’ per tutti: “Il rap è una cosa seria, un patrimonio culturale, ha una storia, come il rock, ci fanno i film, ci sono i libri di Jay-Z, Jay-Z che va al Moma”. 
autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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