Prevenzione e tumori questi sconosciuti dagli studenti: l'importanza di "Non fare autogol"

20 luglio 2016 ore 23:59, Micaela Del Monte
La scuola è finita ma "testare" i giovani è sempre una buona cosa, soprattutto se si parla del tema di prevenzione del cancro. In merito gli oncologi hanno bocciato il 53% degli studenti italiani. Il 78% degli under 19, infatti, ignora che bisogna consumare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno, il 32% ritiene che le sigarette light non siano molto pericolose per l’organismo. Il livello di conoscenza è basso anche su tematiche meno mediche e più vicine alla vita quotidiana dei giovani come il sole e lo sport. Per esempio, per il 54% dei ragazzi le lampade solari incrementano la resistenza al sole e quindi possono rappresentare un “buon rimedio” contro le scottature e quattro su dieci pensano che lo sport aumenti il livello di stress. Sono alcuni dei dati emersi dalla sesta edizione della campagna “Non Fare Autogol” promossa dall'Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom) e di cui sono stati presentati oggi i risultati presso il Ministero della Salute.

Prevenzione e tumori questi sconosciuti dagli studenti: l'importanza di 'Non fare autogol'
“Abbiamo girato l’Italia incontrando gli studenti delle superiori"
ha spiegato Carmine Pinto, presidente nazionale Aiom "perché la vera lotta al cancro si deve iniziare sui banchi di scuola. Ben il 40% dei tumori è causato da scorretti stili di vita e fattori di rischio modificabili”. Gli studenti che hanno partecipato alla campagna, in tutto 10.547 giovani, hanno risposto ad un test dal titolo "Quanto conosci le regole del benessere". I risultati analizzati dagli oncologi indicano che i giovani hanno ancora tanto da imparare in fatto di prevenzione. Del resto, i dati relativi agli stili di vita dei ragazzi confermano gli esiti del test. Si inizia a fumare mediamente a 17,9 anni, ma fra i 15enni, il 25% dei ragazzi e il 22% delle ragazze dichiara di aver acceso la prima sigaretta a 13 anni. Oltre il 15% degli studenti di 15 anni e il 12% delle ragazze della stessa età dichiara di bere uno o più drink al giorno. Nel 2014 (rispetto al 2010) si è registrato un aumento dei 15enni che dichiarano di essersi ubriacati almeno due volte nella vita. Inoltre, il 24,9% dei 15enni non fa mai colazione e ha la stessa cattiva abitudine il 35,3% delle ragazze. Naturalmente per agire sugli studenti è fondamentale coinvolgere attivamente anche i docenti: “All'inizio del progetto è partito un corso di formazione per 2.500 professori delle scuole superiori" ha continuato Pinto. "L’obiettivo è stato raggiungere chi tutti i giorni è in “prima linea” con i ragazzi. Abbiamo spiegato come è possibile educare i giovani anche al benessere e la risposta, da parte dei docenti, è stata davvero ottima. Dobbiamo rafforzare l’alleanza tra il mondo della medicina e quello dell’istruzione se vogliamo contrastare efficacemente i comportamenti scorretti dei teenager”.

Il progetto “Non Fare Autogol”, reso possibile da un educational grant di Roche, da settembre al giugno scorso ha coinvolto anche i campioni delle squadre di calcio di Serie A e di Serie B e alcuni allenatori italiani. “Nelle sei edizioni della campagna, abbiamo coinvolto poco meno di tremila Istituti, incontrato e dialogato con centinaia e centinaia di docenti e dirigenti scolastici, migliaia e migliaia di giovani, diffuso oltre un milione di opuscoli. Un lavoro impegnativo ed importante perché ci ha permesso di capire quanto sia necessario fare informazione ed educazione" ha sottolineato Pinto. "Come dimostra l’indagine è ancora basso il livello di conoscenza dei ragazzi delle principali regole del benessere. Dobbiamo quindi proseguire e intensificare questo tipo di attività”. Alcuni comportamenti scorretti sono molto diffusi tra i teenager italiani: il 20,8% dei quindicenni è in sovrappeso e il 3,7% addirittura obeso. Il 33% dei quindicenni maschi dichiara di consumare alcol almeno una volta la settimana e il 50% delle ragazze della stessa età afferma di aver già fumato.

“Non Fare Autogol” è un’iniziativa partita nel marzo del 2011 che gode del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del CONI, della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e della Federazione Medico Sportiva Italiana (FMSI). Quest’anno il tour si è svolto in tutte le Regioni italiane che a loro volta lo hanno patrocinato e sostenuto. La campagna è stata condotta anche sul web. Per raggiungere tutti gli studenti italiani, non solo quelli che hanno avuto la fortuna di incontrare dal vivo i calciatori, è attiva la pagina Facebook (www.facebook.com/NonfareAutogol), il profilo Twitter (Twitter.com/NonfareAutogol) e un sito internet (www.nonfareautogol.it) dove tutti possono scaricare l’opuscolo e consultare altro materiale informativo.

Per l’edizione 2015-16 Massimiliano Allegri, il mister campione d’Italia, è stato il coordinatore degli allenatori e calciatori che sono intervenuti nel tour. “Sono felice di aver potuto partecipare anche quest’anno a ‘Non Fare Autogol’ – ha affermato il tecnico della Juventus -. Come padre, prima ancora che uomo di sport, sono convinto che la scuola sia il luogo migliore per insegnare alcuni valori di fondamentale importanza per i giovani come la salvaguardia del proprio benessere e salute. Giusto aver coinvolto il mondo del calcio”. “A inizio del progetto è partito un corso di formazione per 2.500 professori delle scuole superiori – ha aggiunto il prof. Pinto -. L’obiettivo è stato raggiungere chi tutti i giorni è in ‘prima linea’ con i ragazzi. Abbiamo spiegato come è possibile educare i giovani anche al benessere e la risposta, da parte dei docenti, è stata davvero ottima. Dobbiamo rafforzare l’alleanza tra il mondo della medicina e quello dell’istruzione se vogliamo contrastare efficacemente i comportamenti scorretti dei teenager”.
caricamento in corso...
caricamento in corso...
[Template ADV/Publy/article_bottom_right not found]