La nostra destra, Giustini: "Con noi per ripartire dai valori non negoziabili"

20 luglio 2016 ore 11:51, Andrea De Angelis
Continua l'acceso dibattito sul referendum costituzionale del prossimo autunno in Italia. L'occasione questa per prendere posizione, organizzare comitati e proporre nuove esperienze politiche. "Ripartendo dai valori non negoziabili", dice a IntelligoNews Amedeo Giustini, imprenditore con esperienza politico amministrativa che ha aderito al comitato "Presidenziali per il No alla Costituzione truffa"....

Partiamo dal referendum, come motivate il vostro "No"?
"I motivi del No riguardano non solo la forma, ma anche la sostanza. Una riforma scritta male nei contenuti con un concentramento di poteri sull'esecutivo. Venendo alla legge elettorale il capo di un partito nomina i propri parlamentari senza che passino attraverso il vaglio elettorale. Evidentemente ha un potere enorme, di condizionamento anche del potere legislativo". 

Cos'è invece 'La nostra destra'? Già il nome dà un senso di appartenenza, l'obiettivo è portare più destra nella politica italiana?
"Insieme alla dottoressa Silvia Pispico di Lecce abbiamo fondato questo cantiere, che non vuole essere un partito politico, perché riteniamo che la destra debba partire da valori che devono essere in qualche modo attualizzati. Chiediamo agli intellettuali di area di fare una sorta di elenco di valori che non siano negoziabili. Un vero e proprio statuto dei valori". 

Quali sono questi valori?
"Il centrodestra deve fare un percorso. Significa che tutte le destre che esistono in Italia, perché la destra non è una ma sono molteplici, possono dare delle risposte ai vari temi. Dalla famiglia alla cittadinanza, dalla riforma fiscale a che cosa vogliamo fare in Europa". 

La nostra destra, Giustini: 'Con noi per ripartire dai valori non negoziabili'
Cosa volete fare in Europa?
"Noi ci vogliamo rimanere. Ma come fondatori dell'Europa vogliamo tentare di cambiarla. Chiediamo appunto a queste forze della destra di dare delle risposte per arrivare a una sintesi. Partendo da questa carta dei valori che non può essere negoziabile. Purtroppo nei governi in cui ha partecipato la destra, la base l'ha sempre criticata in quanto non vedeva un'azione di destra nel governo. Quando la destra si candiderà alla guida della nazione dovrà avere dei valori non più negoziabili". 

Non è un problema di leader, quanto di programma?
"Esattamente. Non bisogna partire dal leader, ma dal programma. Tant'è vero che nel documento stilato (clicca qui per leggerlo) critichiamo fortemente il partito persona, il partito del leader che non è più luogo di discussione e confronto, ma soltanto un grandissimo comitato elettorale utile solo al momento delle elezioni. Di questo ne soffre soprattutto il voto amministrativo".

Una rete la vostra che si rivolge soprattutto a chi?
"Soprattutto alle nuove generazioni, ci vuole uno scatto di reni perché occorre andare assolutamente verso il rinnovo della classe dirigente. Chiaramente ci deve essere un percorso a monte, quello della riscrittura dei valori. Attenzione, c'è sì bisogno di un ricambio politico, ma non utilizzeremo mai il verbo rottamare perché si rottamano solo le cose, non le persone. Chi ha fatto politica ci può dare una mano attraverso la sua esperienza, ma serve un ricambio della classe dirigente". 
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