Cio non decide su atleti russi a Rio. E Gamba: "Mia squadra estranea"

20 luglio 2016 ore 12:15, Americo Mascarucci
Il Cio ha rinviato la decisione sulla partecipazione degli atleti russi alle olimpiadi di Rio.
Un rinvio contestato da più parti anche perché i giochi olimpici sono ormai alle porte.
 "Per quanto riguarda la partecipazione di atleti russi alle Olimpiadi di Rio 2016, il Cio dovrà valutare attentamente il rapporto Wada e valutare se la possibilità di un divieto di partecipazione collettivo possa prevalere sui diritti di giustizia individuale", si legge nella nota del Cio. 
Il Cio ora attenderà anche la decisione del Tas (Tribunale Arbitrale dello Sport) che giovedì dovrà esprimersi sul ricorso presentato dagli atleti russi contro la decisione della Iaaf di escluderli collettivamente dai Giochi di Rio; a Ginevra sono iniziate le audizioni. 
Il capo della commissione indipendente della Wada, Richard McLaren, ha affermato che gli atleti russi avrebbero fatto uso massiccio di doping durante le Olimpiadi invernali di Sochi del 2014, sostenendo che le autorità avrebbero sostituito i test antidoping. 
"Tutti i campioni da noi verificati presentavano sembravano essere stati aperti", ha affermato McLaren presentando i risultati della relazione in una conferenza stampa a Toronto. 
La Wada aveva avviato le indagini dopo un’intervista all’ex funzionario russo Grigorij Rodchenkov, pubblicata sul The New York Times il 13 maggio scorso. 
L’ex capo del laboratorio antidoping di Mosca aveva dichiarato che l’intero gruppo di atleti russi avrebbe fatto uso di doping durante le Olimpiadi di Sochi, grazie alla copertura dei servizi segreti russi. E, a giudicare dalle conclusioni tirate dal rapporto della Wada, la commissione sembra essere d’accordo con le parole di Rodchenkov. 
"L’Fsb avrebbe portato i test antidoping da Mosca nei frigoriferi di uno speciale laboratorio creato prima delle Olimpiadi - ha dichiarato McLaren -. L’Fsb conduceva operazioni segrete”.
Secondo le parole di McLaren, un simile sistema sarebbe stato utilizzato dal 2011 e sarebbe stato adottato anche per il campionato del mondo di atletica leggera di Mosca nel 2013 e per il campionato del mondo di sport acquatici, svoltosi a Kazan nel 2015.

"Come si fa a preparare un’Olimpiade in questo clima di incertezza? Ed è giusto che la mia squadra, che non ha nessun caso di doping, sia esclusa dai Giochi?».
Cio non decide su atleti russi a Rio. E Gamba: 'Mia squadra estranea'
Ezio Gamba commissario tecnico della nazionale russa di judo attacca dall'Italia la decisione del Cio.
"Non esiste un solo caso di positività in cui sono coinvolti i miei atleti - attacca -: siamo in 11, 4 femmine e 7 maschi, e ci sono 13 che hanno la qualificazione a Rio e sono pronti a sostituire eventuali infortunati. Questo per dire come ci prepariamo. Io dico che, in caso di comprovato uso di sostanze dopanti, i responsabili vanno puniti con la massima severità. Ma davvero non capisco perchè penalizzare una squadra come la mia, che è totalmente pulita".

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