Ddl Lo Giudice, Zan (Pd): "Giusto punire chi converte identità sessuale dei minori con metodi nazisti"

20 luglio 2016 ore 13:12, Andrea De Angelis
Fa discutere il ddl 2042 depositato lo scorso 14 luglio al Senato con il titolo "Norme di contrasto alle terapie di conversione dell'orientamento sessuale dei minori". Reprimere o ostacolare la scelta dell’orientamento sessuale di un minore “deve essere punito”. Fino a 2 anni di carcere e da 10mila a 50mila euro di multa, oltre alla sospensione dalla professione, se a compiere la forzatura sono sicologi, pedagogisti, consulenti, educatori, assistenti sociali. Questa la proposta contenuta in un disegno di legge depositato al Senato da alcuni senatori del Pd (primo firmatario Sergio Lo Giudice, di Sinistra italiana, delle Autonomie e del Misto. IntelligoNews ne ha parlato con il deputato democratico Alessandro Zan...

La cosiddetta "conversione dell'orientamento sessuale" e le relative "terapie reparative" arrivano in Senato. Nel mirino gli addetti ai lavori, dagli psicologi agli educatori, con pena fino a due anni di reclusione. L'etica entra nel penale?
"Queste sono terapie quasi naziste praticate da uno psichiatra dell'estrema destra americana che ha cercato di diffonderle. Sono pratiche orribili, fatte su minori che si dichiarano omossessuali in famiglie molto difficili, che non li accettano e questi genitori portano i propri figli da questi psicologi perchè promettono loro di farli diventare eterosessuali". 

Siamo o no davanti a uno Stato etico?
"Facciamo chiarezza. Queste pratiche sono davvero aberranti, inducono i ragazzi o le ragazze a disconoscere se stessi attraverso anche elettroshock piuttosto che altre forme di violenza. Ragazzi che in alcuni casi sono spinti al suicidio. Pratiche che l'Ordine degli psicologi e degli psichiatri italiani ha vietato". 

Ddl Lo Giudice, Zan (Pd): 'Giusto punire chi converte identità sessuale dei minori con metodi nazisti'
Dunque c'è già un divieto. All'articolo 2 del ddl si parla però genericamente di pratiche rivolte alla conversione dell'orientamento sessuale, senza riferimenti all'elettroshock. Anche andare dallo psichiatra può diventare "pericoloso"?
"Convertire l'orientamento sessuale è come cercare di far cambiare la personalità a un individuo, è una violenza. Come se venissi da lei e gli dicessi che è sbagliato il fatto che le piacciono le donne, perché devono piacerle gli uomini. Metto in atto tutta una serie di pratiche, partendo dai sensi di colpa, che sono delle vere violenze. Per questo la proposta di legge è giusta. Il fatto che gli psichiatri e gli psicologi la vietino espressamente dice proprio questo". 

Insomma, uno psicologo potrà ricevere tranquillamente un minore senza paura di essere sanzionato?
"Un conto è un ragazzo che non accetta la propria omosessualità e va dallo psicologo o dallo psichiatra per farsi aiutare. Quella non è una pratica di conversione dell'orientamento sessuale, ma una terapia volta a far sentire meglio la persona, ad accettarsi per ciò che si è. C'è chi fa dei figli perché non accetta questa cosa, ma poi ovviamente la questione ritorna e crea una situazione di difficoltà psicologica. Ma gli psichiatri e gli psicologi, stiamo parlando di casi molto rari, che praticano questa conversione dell'orientamento sessuale, sono invece delle persone pericolose perché esercitano una violenza nei confronti del soggetto". 

C'è però chi sottolinea come nelle scuole si insegni l'omosessualità mentre dai dottori non se ne potrà più parlare. Un paradosso o non è esattamente così?
"Sono delle stupidaggini. Se uno è omosessuale non sceglie di esserlo, ma è nato così. Come per gli eterosessuali. Dunque a scuola non si insegna cos'è l'omosessualità, ma il rispetto delle persone a prescindere dal fatto che siano omosessuali o eterosessuali. Oppure bianche o nere, rosse o bionde. Il rispetto delle persone a prescindere dalle differenze che rappresentano una ricchezza, non un limite. Questo è il punto, nessuno vuole imporre una cosa piuttosto che l'altra. Anche nelle scuole si possono educare i bambini al rispetto nei confronti dell'altro, uguale a noi per alcune cose, diverso per altre, ma una persona umana come tutti. E che per questo va rispettato".
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