Bando per case cantoniere: a caccia di imprenditori per hotel e ristoranti

20 luglio 2016 ore 15:48, Lucia Bigozzi
“Piccole” case cantoniere … crescono. Chi l’avrebbe mai detto che le casette rosse un tempo avamposti dell’Anas lungo strade o nei pressi delle ferrovie, sarebbero diventati alberghi “bijoux” o ristoranti à la page? E’ quello che sta accadendo: un pezzo di storia del nostro Paese si ‘riconverte’ alla modernità. Ora, a sette mesi dalla forma dell’accordo di massima con il ministeri dei Beni Culturali, Infrastrutture e il Demanio, siamo alla vigilia della fase operativa. Che entrerà nel vivo dal prossimo ottobre: entro quel mese, infatti, dovranno essere presentate formalmente le offerte da parte di chi è interessato alla gestione della casa cantoniera. Ma come funziona l’iter?

Bando per case cantoniere: a caccia di imprenditori per hotel e ristoranti
L’assegnazione avverrà sulla base del prezzo di affitto più vantaggioso per lo Stato (si va da 85mila a 223 euro l’anno) e sulla scorta di un punteggio relativo alla qualità del progetto di riconversione e utilizzo degli edifici “rosso pompeiano”.
Assegnazione per un periodo complessivo di dieci anni al termine del quale le case cantoniere torneranno in gara. Sul ‘piatto’ ci sono 30 immobili che saranno ristrutturati a carico dell’Anas, nel solco di un progetto di riqualificazione elaborato da un pool di esperti che ha definito lo standard di servizi che ogni casa cantoniera dovrà offrire a chi la frequenterà da cliente di un ristorante o bar, o da turista di un hotel. Il tutto “assicurando la massima uniformità alla rete e conservando al tempo stesso un forte elemento identitario”, spiegano dall’Anas. La storia delle case cantoniere ha nella propria carta di identità il numero 186 che sono gli anni dalla loro nascita, più o meno attorno al 1830. Come detto, per il momento, sono stati selezioni trenta edifici situati in Valle d’Aosta, Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Puglia. Se le spese di ristrutturazione dell’immobile sono a carico della società delle strade, il concessionario dovrà occuparsi dello sviluppo delle attività imprenditoriali rispettando le linee guida del bando e garantendo i servizi di base definiti. Un ultimo dettaglio utile per chi è interessato all’argomento: la gara è rivolta a start-up, singoli imprenditori, consorzi, aziende, associazioni ma anche cooperative. 

autore / Lucia Bigozzi
Lucia Bigozzi
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