Omicidio Petrone per "delle avances" alla moglie del mandante in carcere: due arresti

20 luglio 2016 ore 14:48, Americo Mascarucci
La Polizia ha arrestato stamattina due persone accusate di essere rispettivamente il mandante e l'esecutore materiale dell’omicidio di Giuseppe Petrone avvenuto a Bari nel gennaio del 2012 mentre l'uomo percorreva via Cozzoli al quartiere San Paolo.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Petrone fu ucciso perché colpevole di aver molestato la moglie del presunto mandante mentre quest’ultimo era in carcere. 
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti Petrone sarebbe stato prima minacciato di morte e poi ucciso non avendo seguito il consiglio di lasciar perdere la donna.
L'ordine di ucciderlo sarebbe dunque partito da dietro le sbarre. 
Petrone, considerato affiliato al clan Telegrafo – Montani sarebbe stato punito dunque soltanto per aver fatto delle avances.
La sera del 25 gennaio Petrone, mentre percorreva a piedi le strade del quartiere San Paolo, fu raggiunto dall'assassino, presumibilmente uno dei due arrestati oggi, che gli sparò alle spalle tre colpi d’arma da fuoco. Anche il presunto mandante e il
Omicidio Petrone per 'delle avances' alla moglie del mandante in carcere: due arresti
presunto esecutore materiale dell'omicidio che avrebbe ricevuto l'ordine dal carcere, risulterebbero affiliati allo stesso clan di Petrone.

Le indagini condotte dal personale della Squadra Mobile, e coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, sono state supportate da numerose attività tecniche e, successivamente, dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia. 
Indagini rese particolarmente difficoltose dall’atteggiamento omertoso dei soggetti coinvolti, ma giunte comunque all'individuazione dei presunti colpevoli.
Che si trattasse di omicidio a sfondo passionale gli inquirenti ne sono stati convinti sin dal primo istante dopo aver appreso degli approcci amorosi della vittima nei confronti della compagna del boos in carcere ritenuto elemento di vertice del clan Montani. 

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