Dal Sudafrica promosso il vaccino Made in Italy che potenzia i farmaci contro l'Hiv

20 luglio 2016 ore 23:59, Micaela Del Monte
Una svolta nel campo dei vaccini contro l'Hiv sembra essere stata confermata. La notizia è stata data durante l'ultima conferenza globale di Durban contro l’Aids. Uno studio condotto in Sudafrica dimostra infatti nuovamente la possibilità di aumentare l'efficacia degli antiretrovirali "scoperti" in Italia. In un nuovo studio pubblicato sulla rivista Retrovirology un gruppo di ricercatori guidato da Barbara Ensoli, direttrice del Centro Nazionale Aids (Cnaids) dell'Istituto Superiore di Sanità, ha infatti dimostrato nuovamente la capacità del vaccino di aumentare i livelli di linfociti T CD4+, le cellule del sistema immunitario che rappresentano il bersaglio principale del virus dell'immunodeficienza umana.
 
Dal Sudafrica promosso il vaccino Made in Italy che potenzia i farmaci contro l'Hiv
Già lo scorso anno uno studio, condotto in Italia e pubblicato sulla stessa rivista, aveva dimostrato la sicurezza del vaccino, la sua capacità di indurre la produzione di anticorpi specifici e quella di far tornare a crescere il numero di linfociti T CD4+ in pazienti in trattamento con farmaci antiretrovirali. Questa nuova sperimentazione, condotta in Sudafrica nell'ambito di un programma di cooperazione bilaterale tra il governo italiano e quello sudafricano per la lotta contro l’Hiv/Aids, ha coinvolto pazienti infettati da sottotipi del virus diversi rispetto a quelli presenti nei partecipanti italiani. Suo scopo era proprio stabilire se il vaccino fosse efficace anche in pazienti con diverse caratteristiche genetiche e infettati da un differente sottotipo virale.
“Con la somministrazione di una piccolissima quantità della proteina Tat siamo stati in grado di indurre una risposta immunitaria capace di migliorare l’efficacia dei farmaci anti-HIV, evidenziata da un aumento significativo di cellule T CD4”, ha spiegato Ensoli.
 
Come agisce il vaccino? Il vaccino italiano contro l'Hiv ha come bersaglio Tat, una proteina del virus prodotta nelle prime fasi dell'infezione fondamentale sia per la replicazione del virus che per la progressione della malattia. La somministrazione di questa proteina stimola la produzione di anticorpi in grado di neutralizzarla, contribuendo così a potenziare l'efficacia delle attuali terapie contro l'Hiv e di aumentare l'aspettativa di vita in caso di infezione. La somministrazione del vaccino aumenta i livelli delle cellule bersagliate dal virus e sembra ridurre la forma silente dell'Hiv, quella che non può essere attaccata dai farmaci e che è responsabile dell'aumento del virus nel sangue in seguito a interruzione delle terapie o in caso di una loro assunzione discontinua, evenienza riscontrata nel 30% circa dei pazienti.
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