Cattolici cittadini di serie B? Domenica a Roma, si vedrà quanto contano

20 maggio 2013 ore 12:46, Fabio Torriero
Cattolici cittadini di serie B? Domenica a Roma, si vedrà quanto contano
Quanto vale ancora oggi il voto cattolico? O meglio, i cattolici sono tuttora in grado di trascinare le masse, rastrellare consensi pesanti, essere determinanti al fine del cambiamento (o della conservazione), dipende dai punti di vista? A parole vanno forte. Papa Francesco aggrega centinaia di migliaia di persone: tutti lo apprezzano, tutti lo stimano, sembra quasi (e a qualcuno, tipo il nostrano partito pauperista di sinistra, conviene) diventato “il Grillo della Curia”. Anche se, guardando alla sostanza dei suoi interventi, il messaggio cristiano è finalmente imperioso, tradizionale (quello autentico del Vangelo, senza etichette ideologiche).
Dal pulpito di San Pietro il Santo Padre si scaglia contro i cristiani da salotto, invita le suore ad essere madri e non zitelle, la Chiesa a non essere una onlus; concepisce la politica come “la suprema forma di carità”, esorta il popolo di Cristo a tornare in piazza; fissa pure i temi (le banche, l’economia sobria, la solidarietà). A parole, i suoi cardinali si sono mobilitati. L’Arcivescovo di Bologna Carlo Caffarra ha stilato pure un vademecum per orientare il voto e scegliere chi votare: candidati che nel loro stile di vita, difendono e affermano i valori non negoziabili (no aborto, no eutanasia), o che credono nella persona e non nell’individualismo, che vedono lo Stato come un bene, l’economia per l’uomo e non l’uomo per l’economia; concepiscono il mercato come mutuo vantaggio e non mistica del profitto. Insomma. In pratica, un vero e proprio criterio per selezionare i candidati specchiati, puliti, trasparenti e non coinvolti in scandali, ruberie e possibilmente competenti. I cristiani, poi, hanno un grande passato dietro le spalle: la Dc, il partito unico dei cattolici, maggioritario nel Paese per oltre 50 anni (che comunque, non ha impedito la secolarizzazione della società italiana), cui ha fatto seguito, dopo Tangentopoli, la formula dei “i cattolici nei partiti”, meccanismo che, nel tempo, li ha dispersi, polverizzati, insieme alla progressiva scomparsa dei professionisti dell’identità cattolica (l’Udc). La domanda, a questo punto, è obbligata: i cattolici, se non sono più uniti in un solo partito, sono ancora uniti sui valori? Sembra di no. Perché i valori cattolici li hanno annacquati i cattolici per primi. Gli italiani si dichiarano ancora in prevalenza cattolici (54%), ma in pochi (il 20%) sono praticanti, e in pochissimi sono allineati sui precetti della Chiesa (18%): matrimoni gay, sacramenti ai divorziati, eutanasia, staminali, anche qualcuno sull’aborto, sono la cartina di tornasole per capire. Da tempo, viceversa, è molto forte il cattolico buonista, smielato, umanitario, ma poco in linea con Santa Romana Chiesa. Lo schema in auge è una specie di cristiano “fai da te”, di cristianesimo personale e personalizzato. Alle prossime amministrative (pensiamo alla partita per il Comune di Roma), tornando al punto, vedremo in soldoni se le organizzazioni cattoliche, il popolo dei credenti è ancora in grado di contare, di far vincere il candidato più vicino. Gianni Alemanno e la Polverini, beneficiarono per vincere dell’appoggio delle parrocchie e dei movimenti cattolici di base, in quanto antagonisti di candidati pericolosi, come la Bonino, portatori convinti “della religione laica rovesciata”, il partito radicale di massa (sostenitori dell’aborto, l’eutanasia, le droghe leggere, i matrimoni gay etc). In vista del 27 prossimo, molta acqua è passata sotto i ponti: il grillismo qualunquista e giacobino avanza, Alemanno ha deluso, la Polverini se ne è andata sulla scorta degli scandali che hanno colpito al sua amministrazione (il caso-Fiorito). Restano in piedi nuovi esperimenti civici molto interessanti, come la Lista Cittadini per Roma, guidata dal leader di Ol3, l’assessore Gigi De Palo. Un sasso nello stagno contro un avversario (Marino, anche lui percepito come la Bonino, alfiere di una contro-religione militante) che va fermato; un sasso nello stagno che servirà a capire se i cattolici hanno ancora peso e hanno ancora un peso. Il 27 si parrà la loro nobilitate.
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