Il teatrino di Silvio: recita per Gianni, spinge per Alfio

20 maggio 2013 ore 17:01, Francesca Siciliano
Il teatrino di Silvio: recita per Gianni, spinge per Alfio
La black list (interna) del Cavaliere si stan pian piano sfoltendo. Dopo essere riuscito a far fuori alle politiche gran parte degli ex An (lasciando dentro solo Gasparri e Matteoli) e aver “concertato” l'uscita a Meloni e La Russa mettendogli in mano il “giocattolino” Fratelli d'Italia, ora il suo obiettivo, secondo gli spifferi di IntelligoNews, è quello di boicottare pure Alemanno: l'unico esponente ancora “in vita” del fu partito di Gianfranco Fini.
Il sindaco di una grande città come Roma, si sa, sulla carta ha un potere enorme, quanto quello di almeno tre ministri. Ed è per questo che testardo e cocciuto più di un mulo -  nonostante Silvio in diverse occasioni gli abbia fatto capire di non gradire una sua ricandidatura (la scorsa estate il giallo di Repubblica fece vacillare il Pdl romano e laziale) - il sindaco non ha voluto mollare la presa né sentire ragioni. Hic manebimus optime, si è perfino scritto sulla schiena. E infatti eccolo qui, a meno di una settimana dalle elezioni, nel tentare il tutto per tutto nonostante le chance di battere Marino (con l'aggiunta delle spine nel fianco Marchini e De Vito) sembrano essere un po' pochine. Certo, mai dire mai: anche Bersani avrebbe dovuto “smacchiare il giaguaro” e disarcionare il Cavaliere ma... (il resto è storia). Torniamo dunque a Roma. E alle cene elettorali, ai convegni e alle iniziative pro “Alemanno Sindaco”. Berlusconi partecipa, non si tira mica indietro lui, mantiene alto il vessillo del partito e formalmente salva la faccia. Va lì, fa baldoria, canta due canzoncine in francese, racconta qualche barzelletta e finge di sostenere Gianni e «il suo ottimo lavoro compiuto in giunta comunale». Pure venerdì prossimo, giorno di chiusura della campagna elettorale al Colosseo il Cavaliere ha confermato (uveite permettendo) la sua presenza, parteciperà, darà pieno sostegno al “suo” candidato in corsa al Campidoglio. Ma sotto sotto, i bene informati lo sanno, l'uomo di Arcore vuole liberarsi l'ultimo discendente di Fini. Ed è per questo che pare stia dirottando i voti di alcune frange pidielline e a lui più vicine, quelle più contrarie ad un Alemanno-bis, su Alfio Marchini. Fantapolitica? Non proprio, il Belusca da questo punto di vista è un grande stratega. Sa perfettamente che, nonostante a livello nazionale il suo partito sta recuperando terreno nei confronti del centrosinistra, nella tornata amministrativa romana (dopo i disastri della giunta uscente) non porterebbe a casa il risultato, né con un purosangue Pdl, tantomeno con il sindaco uscente. Tanto ne vale, a questo punto, “bruciare” Alemanno una volta per sempre, farlo perdere in malo modo (magari anche al primo turno) e togliersi dalle scatole tutta quella componente filo-alemanniana (Augello & co.) che sa tanto di rigurgito post-nostalgico. Onde evitare, tra le altre cose, che al prossimo giro gli si ripropongano, tipo peperonata sullo stomaco alle tre di notte. Sarà per questo che il Fratello d'Italia Bittarelli, presidente di RadioTaxi 3570, alle elezioni politiche candidato con lo schieramento meloniano, adesso anziché privilegiare sui suoi mezzi la pubblicità elettorale del sindaco ha preferito quella di Alfio Marchini? Pura coincidenza, questioni economiche (il bell'Alfio, si sa, non si è risparmiato nulla) oppure... bolle qualcosa di più grosso in pentola?
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