Conservatori e Riformisti di Fitto: gli States oltre i Tories

20 maggio 2015, Marta Moriconi
Conservatori e Riformisti di Fitto: gli States oltre i Tories
"Abbiamo costituito un’associazione che si chiama Conservatori e Riformisti e che si ispira al gruppo del Parlamento europeo". Parola di Raffaele Fitto che lo ha presentato in conferenza stampa.

Così partono quegli intrighi al centro, che molti intravedono nella mossa di Raffaele che con l'ex banchiere ed ex superministro del governo Monti, Corrado Passera, e la sua «Italia Unica», avrebbe un certo feeling: così si potrebbe infatti sistemare nell'area moderata di centrodestra sempre essere troppo di destra, e quindi prendendo le distanze da Matteo Salvini. 

C’è il progetto fittiano e c'è il Manifesto, quello dei “Ricostruttori”. Basta sfogliarlo per capire che oltre ai britannici Tories c’è anche una “spruzzatina” di States. Nella prima pagina, infatti, compare un richiamo esplicito non solo al partito di David Cameron ma anche al Grand Old Party Usa, ovvero i Repubblicani americani.

E per lui, lo dice chiaramente, i gruppi parlamentari autonomi sono "l'ultimo dei problemi. Sarà la conseguenza della scelta che ogni singolo parlamentare farà". Intanto si sa che "è una partita che non si gioca con un parlamentare in più o in meno ma si muove in una prospettiva politica" afferma Fitto, facendo capire che è il campo quello che conta per ora: ed è centrista con uno sguardo a Cameron. 

Poi risponde "dica trentatrè..." a chi gli chiede se i parlamentari che hanno aderito sono gli stessi che qualche tempo fa hanno firmato una lettera a sostegno di Cameron. 

Per ora niente simbolo e "può aderire chiunque lo riterrà utile, non sta a noi dare patenti" avverte Raffaele Fitto. E Verdini e Forza Italia? "Capitolo chiuso" ma... "la nostra decisione non è rancorosa e continuare con le polemiche è un errore".

L'orizzonte di Fitto e dei suoi? Costruire “una Nuova Repubblica, una Terza Repubblica: non i tempi supplementari della Seconda. Servono cose nuove, e persone scelte direttamente dai cittadini”. E se l’orizzonte è tracciato – pure se il rischio è che la terza Repubblica sia tutta a trazione renziana – la bussola in mano a Fitto ha le lancette su: “più Italia, più lavoro, più impresa, più credito; meno tasse, meno spesa, meno debito, meno vincoli Ue”. 

Ma non l’aveva già detto e scritto Berlusconi?
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